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RIVA DEL GARDA. Davide Piva, rivano, a lungo di professione cameriere in un noto ristorante del centro storico, ha stupito molti che hanno scelto quel luogo per un pranzo o una cena, un battesimo o un matrimonio. Perché al menù e al servizio di tanto in tanto si aggiungeva una sorpresa musicale. Sì, un "qualcosa in più" che in certe occasioni la proprietà e Davide di buon grado hanno "servito" volentieri a gli ospiti. Senza sovrapprezzo s'intende.
Il nostro consiglio? "My Way" di Frank Sinatra, oppure una qualsiasi aria da opera che lui canta a memoria perché Davide Piva, madre di Pregasina e padre ledrense, diplomato al Conservatorio «Bonporti», trent'anni compiuti con la sua voce da baritono sotto l'attenta guida della maestra Giuseppina Parisi, in attesa che la "fortuna" bussi alla sua porta e qualcuno si accorga della sua potenza canora per vivere fino a qualche mese fa serviva ai tavoli del ristorante "Al Volt" in via Fiume con altrettanta maestria e un tocco davvero unico. Canoro, ovviamente!
«Sono nato a Riva - racconta - ma a scuola non ero proprio bravo. Ho fatto il liceo classico "Maffei" ma le mie lotte con l'insegnante Calzà sulla materia italiano sono state davvero epiche. Le altre materie? Mah, così così. Poi ho scelto biotecnologia a Trento, ma anche all'Università non ero proprio contento di ciò che avevo scelto e così decisi di prendermi il famoso "anno sabbatico". Cambiai poi con Filosofia e ancora con Lettere moderne, ma anche quella non era proprio la mia strada. Nel frattempo, iniziai a cantare col «Coro Anzolim de la Tor», conobbi Maria Pia Molinari e lentamente mi apparve più chiaro quale strada dovessi intraprendere».
La prima audizione nel maggio del 2020 online a causa del covid, poi l'esame finale al Conservatorio a porte chiuse, tre persone tre di pubblico e la commissione che nella prova di canto gli riconosce il 110 e lode con menzione d'onore e, infine, la certezza che il canto era la sua vera strada. «Sì - ricorda Davide - prima della laurea andai a Firenze all'Accademia del Maggio Fiorentino per un'audizione, un buon test nonostante pensassi fosse andato male. Invece l'esame finale preparato con lezioni online andò bene. Cantai una canzone di Donizetti, Lazzarune scauzacane».
Davide ha vinto la ventiseiesima edizione del prestigioso concorso «Riccardo Zandonai» e il premio del pubblico, il terzo premio al concorso di canto lirico internazionale di Portofino, il secondo premio alla sesta edizione del Concorso di Canto lirico "Vox Mutinae Nicolai Ghiaurov" a Modena, ha interpretato Figaro nella famosa opera omonima, Leporello in Don Giovanni, il ruolo del dottor Malatesta in Don Pasquale, quello di Uberto ne La Serva Padrona e ha già tenuto numerosi concerti di repertorio sacro e profano in provincia di Trento e Verona.
Entrato di merito nel progetto dei giovani artisti presso la prestigiosa Accademia del Maggio Fiorentino, progetto per il quale ha interpretato con merito il Conte di Ceprano nel Rigoletto, Quinault nell'Adriana Lecouvrer, L'Invalido in Siberia e Guglielmo in Così fan tutte. Nel 2020 cantava interpretando il ruolo di Dulcamara nell'Elisir d'amore presso l'Associazione XXI secolo di Viterbo.
«Sono riuscito a cantare anche a New York al St. Jean's Theatre - confida in finale d'intervista - grazie al noto compositore David Winkler con Il Rossini perduto il cui libretto è stato scritto dall'italiano Luigi Ballerini, noto poeta, saggista e librettista. a maggio scorso. Poi che dire, che tra un piatto e l'altro ho sperato si aprisse quella famosa porta che possa portarmi più lontano di ciò che oggi ringrazio comunque di avere».
Una speranza che sembra andata a buon fine visto che da qualche mese ha potuto dedicarsi interamente al canto e che proprio oggi si esibirà a Madrid. Tra i maestri che hanno diretto le orchestre con le quali si esibito nei vari ruoli vale la pena ricordare l'indiano Zubin Mehta, direttore onorario a vita del Maggio Musicale Fiorentino e già della Scala di Milano, vera leggenda del podio.


