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TORBOLE. Non è vero che la Polizia ed i Carabinieri snobbarono il caso: le indagini sulla sparizione di Carsten Stig Davidsen, il diciottenne danese volatilizzato nel nulla dopo una serata al dancing Conca d’Oro, furono lunghe ed accurate, anche con imbarcazioni e subacquei nel lago.
Ce lo conferma un appartenente alle forze dell’ordine, che allora era operativo, e che ci ha fornito anche i ritagli di due articoli dell’epoca, che però – stranamente – uscirono quasi due mesi dopo i fatti. La nostra ricerca negli archivi dei mesi di luglio e agosto 1980, infatti, non aveva prodotto risultati.
I fatti: era la sera del 7 luglio 1980 quando il diciottenne danese Carsten Stig Davidsen, uscito dal dancing Conca d’Oro sulla Gardesana, spariva misteriosamente nel nulla. Era arrivato poche ore prima insieme ad una comitiva in pullman, in un viaggio organizzato da un’agenzia del suo Paese. E da allora non si sa più niente di lui.
Ora un nuovo impulso alle ricerche arriva dalla trasmissione tv «Missing Media» di Copenhagen, una «Chi l’ha visto» del nord, che ha inviato in questi giorni una troupe sulle rive del lago. Perché dove non è riuscito il padre del ragazzo (Bent, nel frattempo deceduto), che per anni è tornato qui a cercare di avere risposte, ora vorrebbe arrivare la sorella. Se non altro, convinta che magari uno dei cadaveri senza nome ripescati nel lago in quegli anni, potrebbe essere riconosciuto con il Dna.
Gli articoli dell’epoca peraltro smentiscono voci e illazioni che i media danesi all’epoca riportarono. Ad esempio su una presunta rissa nel dancing, e sulla presenza di una misteriosa auto bianca che aveva seguito i ragazzi dal paese al locale.
NON FINITO


