RIVA DEL GARDA. Lui era "il" sommelier. Nessun altro alle nostre latitudini ha meritato questo prestigioso titolo quanto Antonio Garofolin. Ora che una brutta malattia se l'è portato via a soli 57 anni, sarà difficile riconoscere ad altri, sulle rive del lago, quel titolo.

Garofolin era insegnante all'Istituto alberghiero di Rovereto, stimato a amato dai suoi studenti per le stesse qualità che lo hanno reso unico e apprezzatissimo in ogni altro ambito professionale. Da coordiantore provinciale dell'Aspi (l'Associazione dei sommelier professionisti) ha portato l'amore per il vino, quello buono, quello da sorseggiare, in ogni angolo del Trentino. Ma è soprattutto in Busa che si è fatto amare: organizzava corsi professionali spesso ospitati all'Agraria di Riva, collaborava con ristoranti e alberghi prestigiosi (Du Lac e Lido tanto per dirne due), curava anche i corsi di avvicinamento al vino e faceva tutto con grande e intuibile passione.

«Ha fatto cose importanti da noi in Agraria - dice Massimo Fia, il direttore - avevamo piena fiducia in lui, un professionista non solo dal punto di vista della conoscenza ma anche dell'amore che aveva verso la sua professione. Tanta esperienza, una cultura impressionante che sapeva trasmettere con le giuste connotazioni. Eclettico, pieno di iniziative, stava lavorando ad altri progetti ambiziosi e so che ci ha lavorato fino all'ultimo. Era pura energia, un timbro di voce unico, una simpatia trascinante».

«Ha collaborato tante volte con noi - aggiunge Gabriele Galieni, direttore al Du Lac - sia qui che al Lido, era bravissimo a valorizzare il territorio, lo faceva con grandi competenze. Aveva appuntamenti fissi con i nostri clienti che volevano solo lui. Argomentava in modo intrigante e amava la formazione. Lo vedevi lavorare con gioia, sorridente, educato, aveva il portamento migliore, un ambasciatore del nostro territorio». Garofolin lascia la moglie Mirella e due figlie (Elisa e Laura). Oggi al cimitero del Grez in tanti hanno voluto salutarlo al funerale. D.P.