LAGO DI GARDA. Il livello del Garda continua a scendere: dai +71,8 centimetri sopra lo zero idrometrico rilevati il primo agosto si è passati ai +57,1 centimetri di ieri, ossia 15 cm in meno; dal 27 marzo 2026 (+130,8, top stagionale) il calo è di 73 cm.

Il deflusso è stato fatto scendere da 62 a 60 metri cubi al secondo, mentre il riempimento del lago è passato dal 50,7% al 45%. È quanto comunica Pierlucio Ceresa, segretario della Comunità del Garda, ente che riunisce quasi tutti i Comuni e i territori di Brescia, Verona e Trento che si spartiscono amministrativamente il bacino, dopo un confronto con il presidente del Consorzio del Mincio, Massimo Lorenzi, in accordo con l’Agenzia interregionale per il fiume Po.

La strategia per le prossime settimane prevede un’ulteriore riduzione degli scarichi: dagli attuali 60 metri cubi al secondo si scenderà sotto questa soglia, fino ad arrivare a una derivazione di 28 metri cubi al secondo. L’obiettivo è impedire che il livello del lago scenda sotto i 40 centimetri sopra lo zero idrometrico, anche confidando nelle precipitazioni.

«Questo, nelle previsioni e confidando in un apporto meteo previsto a inizio settimana prossima, consentirà di impedire che il livello lacustre scenda oltre i 40 cm sopra lo zero idrometrico», scrive Ceresa, indicando nella soglia dei 40 centimetri il «concordato obiettivo» della gestione.

L’aggiornamento arriva in un quadro meteorologico particolarmente difficile. Il 5 giugno il Garda era a 106 centimetri sopra lo zero idrometrico; lunedì era a 60,3 e ieri è sceso a 57,1 centimetri, per una perdita complessiva di 48,9 centimetri. Ogni centimetro corrisponde a circa 3,7 milioni di metri cubi d’acqua.

A incidere sono soprattutto i prelievi per l’irrigazione agricola, oltre all’evaporazione dovuta alle temperature elevate e, in misura minore, ai prelievi per gli acquedotti.

Nonostante il calo, Ceresa rassicura sul fronte degli utilizzi. Mercoledì mattina, durante una riunione in Prefettura a Brescia convocata dal prefetto nell’ambito di sicurezza e ordine pubblico, ha confermato che «tutti gli usi plurimi legittimi delle acque gardesane sono pienamente e regolarmente assicurati».

«Non si registrano criticità alcuna, anche se, come evidente, la situazione meteoclimatica è molto critica, eccezionale e preoccupante», sottolinea Ceresa.