RIVA DEL GARDA. Non siamo ancora del tutto abituati ad abbinare il Garda alla «Guardia Costiera». Eppure la presenza del corpo sul nostro lago è ormai una certezza di diversi anni, con numeri sempre in aumento, con diverse sedi operative, compresa una molto importante in quel di Torbole che permette interventi tempestivi in tutto l’alto lago, e ben sappiamo quanto ce ne sia bisogno.

Così dell’attività sul Garda e sugli altri laghi maggiori si è parlato in questi giorni addirittura al Salone Nautico di Genova, dove il Comando delle Capitanerie di porto ha reso noti i dati nazionali dell’operazione «Mare e Laghi Sicuri 2026» dai quali l’Adige è in grado di estrapolare quelli relativi al nostro grande lago che già i romani interpretavano piuttosto come un piccolo mare. Una considerazione che è confermata proprio dalle statistiche della «Guardia Costiera», dove il Garda la fa da padrone rispetto ai laghi Maggiore e di Como.

Nel quadro generale è giusto ricordare che sono state 896 le missioni totali, di cui 244 SAR (search and rescue, cioè ricerca e soccorso) coordinate nel periodo estivo dalla «Guardia Costiera» sui tre bacini lacustri, che hanno consentito di prestare soccorso e assistenza a 655 persone di cui 92 in imminente pericolo di vita, mentre 163 sono state le unità da diporto assistite e 15.401 le miglia percorse sui tre laghi. E allora ecco i dati specifici del nostro lago: 11 mezzi navili impiegati, 50 militari, 107 attività di soccorso coordinate, 309 persone soccorse e assistite, 74 unità da diporto assistite, 513 missioni svolte dalle unità navali della «Guardia Costiera» da giugno a settembre, 8.115 miglia percorse, 1487 ore di navigazione, 1795 controlli di materiale di diporto, 389 sanzioni amministrative e 3 sequestri di unità da diporto.

Tra le uscite più importanti, quelle che di solito fanno la differenza anche tra la vita e la morte, si ricorda quella del 6 lulgio sulla sponda veneta con il salvataggio di due turisti stranieri di 17 e 21 anni da parte della motovedetta CP862. L’attività era scattata in seguito all’avvistamento di una barca alla deriva con effetti personali a bordo. A tre chilometri di distanza furon poi trovati i due giovani, ormai stremati, e riportati a terra a Malcesine.

Il 31 luglio sulla sponda lombarda altro salvataggio questa volta di 6 persone (4 adulti e 2 bambini) da parte del gommone «GC A58». Di notte e in pieno temporale i militari hanno affrontato onde di un metro e mezzo per portare al sicuro una barca arenatasi sull’isola di San Biagio.

Sulla nostra sponda si segnala l’intervento del 2 agosto. Soccorso molto impegnativo a 22 piccoli velisti che durante una regata sono stati investiti dal forte vento derivante da una perturbazione non prevista. Molte delle loro piccole barche si sono capovolte ma grazie all’intervento della motovedetta «CP605» di Torbole e alle altre forze messe in campo tutti sono ritornati a terra sani e salvi. Tutti interventi, va sempre ricordato, coordinati dalla sala operativa di Salò, centro nevralgico per le attività sul Garda.

Sulle tre sponde benacensi la «Guardia Costiera» ha poi svolto in un’inedita attività di prevenzione e informazione in collaborazione con la «Comunità del Garda» allestendo gazebo sui lungolago più affollati dei nostri centri gardesani in piena stagione turistica con consigli utili in tre lingue distribuiti a diportisti, bagnanti, turisti negli info point. Allo stesso modo si è cercato di raggiungere il maggior numero di utenti diffondendo gli stessi volantini anche attraverso altri canali, in particolare grazie alla collaborazione con «Navigarda» sono stati affissi e resi disponibili in tutte le biglietterie e sulle navi della flotta.