ALTO GARDA. Nessun allarmismo ma un pizzico di preoccupazione c'è. E il passare dei giorni ma soprattutto l'incertezza su come si evolverà la situazione amplificano i motivi di apprensione e le preoccupazioni. «Questo sarà un anno imprevedibile» commenta Daniele Vaccari, direttore dell'Hotel Lido Palace. La guerra, le "sparate" quotidiane del presidente della super potenza mondiale, i rincari del costo delle fonti energetiche si ripercuotono anche sui voli e quindi sui trasporti, stanno confezionando un quadro generale che per una meta turistica come il Garda trentino non può lasciar dormire sonni tranquilli.

L'allarme a livello nazionale lo ha lanciato il presidente nazionale di Federalberghi, Bernadò Bocca, dalle pagine di «Repubblica», che ha parlato di un calo consistente di presenze sia americane che arabe e asiatiche, una fetta del movimento turistico sicuramente altospendente per chi opera nel settore e non solo. Un quadro forse troppo negativo per la meta Garda trentino considerato che l'incidenza di questa clientela è meno "vitale" rispetto a quella germanica o italiana stessa. Ma l'incertezza e soprattutto l'instabilità mondiale se alle nostre latitudini non hanno fatto (ancora, e si spera mai) scattare il campanello d'allarme, qualche motivo di preoccupazione lo creano. E a parte alcune realtà un certo rallentamento nelle prenotazioni estive comincia a farsi sentire.

«Viviamo nell'incertezza - sottolinea Enzo Bassetti, presidente dell'Unat, l'associazione albergatori di Confcommercio - Molti attendono di vedere come si evolve la situazione internazionale e questo comporta un certo rallentamento nelle prenotazioni, fermo restando che da tempo ormai si tende a prenotare sempre in prossimità della partenza per le ferie. Di certo stanno cambiando gli scenari, credo che andremo verso un mercato più "domestico", fatto di italiani e e turisti europei dei paesi più vicini a noi. Non siamo allarmati ma un po' di preoccupazione c'è».

Il presidente dell'Apt Silvio Rigatti auspica, e non è il solo ovviamente, una maggiore stabilità perché il contrario è nemico del desiderio di viaggiare. «In altri momenti storici - osserva Rigatti - crisi e fibrillazioni hanno comunque avvantaggiato il Garda che viene ritenuta, giustamente, una meta sicura. Al momento comunque non abbiamo registrato cancellazioni e disdette e l'allarme sui voli aerei ci tocca relativamente visto e considerato che il 95% della nostra clientela arriva qui da noi in macchina e la presenza di turisti americani si ferma a piccole percentuali».

Una nicchia di mercato importante però per una struttura top come l'«Hotel Lido Palace», il cinque stelle lusso in mano all'alleanza pubblico-privato. In questo caso i dati più recenti evidenziano una flessione (forse solo momentanea) del ricco mercato arabo. Nel mese di marzo («che è andato comunque molto bene» sottolinea il direttore Daniele Vaccari) la clientela araba si è fermata al 3,36%, sei punti percentuali in meno rispetto all'anno scorso quando però l'apertura del Palace avvenne nel mese di aprile e marzo era chiuso. Il 19,55% della clientela è stato italiano, il 17,5 tedesco, poco meno del 15 americano.

La flessione si è avuta appunto rispetto al mercato arabo. «Ma la nostra forza è la presenza su più mercati» sottolinea Vaccari che a differenza del quadro nazionale rimarca i buoni segnali che arrivano per i primi mesi dell'estate 2026: «Per maggio abbiamo già un tasso di occupazione del 72,35% contro il 71,3 dell'anno scorso; per giugno siamo al 74% contro il 71,6 del 2024».