ROVERETO. Dieci mesi con la condizionale. Questo il verdetto emesso nel primo pomeriggio di giovedì dal giudice monocratico del tribunale di Rovereto, la dottoressa Monica Izzo, a conclusione del processo di primo grado per la morte di Mario Franzinelli, l'operaio ledrense di 56 anni precipitato dal quarto piano del cantiere di Villa San Pietro, ad Arco, il pomeriggio del 3 novembre 2022.

Sul banco degli imputati Angelo Bortolotti e Andrea Dorigatti, il committente dell'opera e il coordinatore della sicurezza, difesi dagli avvocati Roberto Bertuol e Stefano Ravelli di Trento. Il pubblico ministero, il dottor Fabrizio De Angelis, aveva chiesto la condanna ad un anno per entrambi, pena ridimensionata dal giudice con la concessione della condizionale. Giudice che nel contempo ha respinto la richiesta della difesa di procedere alla riesumazione del corpo (più di tre anni dopo il tragico incidente sul lavoro) al fine di effettuare l'autopsia che a suo tempo non venne mai fatta e men che meno ordinata dalla Procura.

Autopsia che, secondo la difesa dei due imputati, avrebbe dovuto e dovrebbe chiarire se l'operaio di Legos ha avuto un malore e quindi le cause della morte sarebbero indipendenti dalla situazione di sicurezza del cantiere.

Perché il giudice abbia respinto la richiesta lo si saprà tra poco più di un mese quando verranno pubblicate le motivazioni della sentenza. Sin d'ora comunque è più che plausibile, se non certo, che la difesa di Bortolotti e Dorigatti presenterà ricorso in appello reiterando la richiesta di riesumazione del corpo. Anche in considerazione del fatto che la pena comminata ieri ai due imputati (10 mesi con la condizionale) è superiore a quella comminata al datore di lavoro di Franzinelli che nei mesi scorsi ha patteggiato 6 mesi. P.L.