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ALTO GARDA. C'è un'amicizia che va oltre il caffè del mattino, l'aperitivo del venerdì sera o le chiacchiere tra un appuntamento e l'altro. È quella che lega Manuela Bertolini e Sonia Maroni, originarie di Nomesino e Pieve di Cadore. Da sette anni lavorano fianco a fianco, nel Salone Sasha & Estetica Sonia a Riva del Garda, condividendo spazi, fatiche e sogni.
Sette anni di sguardi intensi che si sono trasformati in una missione di vita: dal 2023, tra gennaio e febbraio, volano in Kenya lasciando forbici, phone, lima e smalti per aiutare quei bambini che, nella loro vita, stanno affrontando sfide difficili, quasi impossibili. Tutto era iniziato per caso, con un classico safari nel periodo lavorativo più tranquillo, dopo le feste natalizie. Ma l'Africa, si sa, ti cambia dentro e lascia un'eredità indelebile. Per Manuela e Sonia, residenti a Riva del Garda e Biacesa, è scattato qualcosa: una dolce malattia che entra in testa e non ti abbandona più. Una questione di cuore.
Quelli che erano viaggi di piacere, per staccare la spina e viziarsi un po' dopo tanto lavoro, sono diventati degli appuntamenti fissi con la solidarietà. Una promessa che ogni anno le riporta dove la terra è rossa e le necessità infinite. In Kenya Manuela e Sonia s'intendono al volo. Un'amicizia profonda che è il motore di tutto: quando una vacilla davanti a ostacoli burocratici o la durezza della povertà, l'altra è sempre pronta a sostenerla fino. Un progetto non si nutre di pie illusioni ma di una concretezza tipicamente trentina.
Per finanziare questi viaggi, infatti, Manuela e Sonia hanno scelto una strada loro: autotassarsi mettendo da parte una quota al termine di ogni giornata di lavoro. Un gesto di disciplina quotidiana, a dimostrazione di quanto contino i piccoli passi per cogliere grandi traguardi. A questo si aggiungono le consuete lotterie nel salone, sostenute dai clienti più affezionati, e le donazioni di amici e parenti, che ogni volta le guardano partono con orgoglio e, naturalmente, un pizzico di nostalgia. Da quest'anno la loro missione ha portato in Africa pure un po' di calcio locale. La società Benacense ha deciso di sposare la causa, donando dei palloni da gioco per i piccoli talenti kenioti.
«Vedere quei bimbi rincorrere un pallone vero, e non fatto solo di stracci, è stato come costruire un ponte virtuale tra Alto Garda e Africa - raccontano Manuela e Sonia -. Nel 2026, dopo tre anni dedicati all'orfanotrofio di Mambrui, il nostro lavoro si è spostato a Dabaso, vicino a Watamu. Abbiamo trovato una struttura fatiscente, per una trentina di fanciulli, e siamo riusciti a migliorarla tantissimo coinvolgendo artigiani locali per la costruzione di letti a castello e banchi per la scuola. Ci teniamo a ringraziare di cuore le nostre famiglie, i clienti, la Benacense e l'associazione GIV per la costante vicinanza e il sostegno».
Prima di ripartire, tra una pasta, un pentolone di gnocchi e una pizza che hanno fatto innamorare tutti del cibo italiano, le due amiche si sono armate pure di colore e pennello per completare un'opera straordinaria e durata nel tempo. Nonostante le difficoltà di una terra complessa - che stanno imparando a conoscere - Manuela e Sonia non sembrano spaventarsi mai e, ora, pensando di iniziare un'associazione per riuscire a raccogliere nuovi aiuti da caricare in valigia. Mente e cuore stanno già pianificando la prossima partenza: un cerchio che non si chiude, un amore per il prossimo che si alimenta con sorrisi, abbracci e coccole donate con sincerità. Per Manuela e Sonia, il Kenya non è più una meta, ma una parte di loro. Da quattro anni la bellezza non è soltanto quella che si crea all'interno di un salone, ma anche quella che si semina nel mondo e senza chiedere nulla in cambio.


