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RIVA DEL GARDA. Una multa da 543,33 euro per aver superato il confine regionale in pieno lockdown, quando gli spostamenti erano sottoposti a rigide limitazioni. A distanza di anni, però, quella sanzione è stata cancellata: la donna aveva proseguito da Limone sul Garda verso Riva soltanto perché effettuare un'inversione a «U» all'interno della galleria sarebbe stato pericoloso.
L'episodio risale al 17 maggio 2020. La conducente aveva oltrepassato il confine tra Lombardia e Trentino quando gli spostamenti tra regioni erano vietati salvo precise necessità. A fermarla erano stati gli agenti della Polizia locale che, non riscontrando motivazioni lavorative o sanitarie, avevano contestato la violazione e fatto scattare la sanzione.
La donna ha però impugnato il verbale e il giudice di pace di Riva del Garda Marcello Mancini le ha dato ragione. Determinante la particolare conformazione della strada: una volta superato il confine all'interno della lunga galleria, la conducente aveva continuato fino al primo punto nel quale fosse possibile invertire la marcia senza mettere a rischio la sicurezza.
Per il giudice ricorrevano quindi gli elementi della buona fede, pur restando «ineccepibile» il comportamento degli agenti che avevano contestato la violazione. La sentenza riconosce inoltre la legittimità delle restrizioni adottate durante l'emergenza sanitaria per tutelare la salute collettiva. Nel caso specifico, però, lo sconfinamento è stato ritenuto giustificabile: multa annullata.


