RIVA DEL GARDA. Un brutto vivere per gli abitanti di Ceole che stanno assistendo al passaggio di 80 camion al giorno, bilici a 4 assi che trasportano terra all'ex cava Piscolo. Polveroni continui, rumore e difficoltà a uscire in passeggiata visto che non c'è nemmeno il marciapiede.

Sono una quindicina i residenti che abitano lungo via Dante Alighieri sulla rotta dei mezzi pesanti che stanno portando la terra dal parcheggio ex cimitero di Riva alla ex cava Piscolo, che la società Cava Piscolo srl dell'imprenditore arcense Lucio Carli (responsabile, direttore tecnico e socio accomandario anche della Impresa costruzioni Basso Sarca) vuole trasformare in parco fotovoltaico.

Un investimento dal 2.5 milioni di euro circa per creare un impianto con una potenza di picco è di 2.548 chilowatt-ore e una produzione annua prevista sopra i tre milioni di chilowatt-ore, il tutto su un'area di 12.026 metri quadrati, al confine tra i comuni di Arco, Riva e Tenno, un tempo cava di marna impiegata in edilizia e già di proprietà della Buzzi Unicem spa, l'ex cementificio di Ceole.

Per riempire lo spazio della cava, oggi dismessa, Carli userà circa 270 mila metri cubi di materiale. Che tradotto in camion significherebbe circa 8.500 automezzi.

La cava dunque è in fase di riempimento; se si calcolassero 80 mezzi al giorno servirebbero quasi 4 mesi, ossia per centosei giorni; l'operazione invece sarà molto più lunga spiega Lucio Carli: «L'operazione di riempimento della ex cava potrà richiedere dai 3 ai 5 anni. Ora il passaggio di camion si è intensificato perché portiamo il materiale dalla zona del Parco della libertà dove il Comune di Riva sta costruendo un parcheggio. Lo scavo è iniziato lunedì mattina. Il nostro è comunque un lavoro saltuario può durare una settimana poi cessare magari per un mese in attesa di nuovo materiale da altri cantieri quando disponibile. In ogni caso c'è una spazzatrice che lavora tutto il giorno. Purtroppo la strada è quella che è, la stessa usata quando era in funzione la cava di marna. Quando avremo costruito l'impianto fotovoltaico cesserà il via vai di camion».

Gli abitanti si chiedono come sia stato possibile dare le autorizzazioni al passaggio senza nemmeno opere di mitigazione del disagio. «Ci sono di media 70/80 passaggi di camion davanti a casa nostra e di altri abitanti - dice una residente - la situazione è diventata invivibile».

I residenti hanno mobilitato carabinieri, polizia, forestale e anche l'Agenzia provinciale per la protezione ambientale; quest'ultima ha riferito che verrà per un sopralluogo. «La mobilità è di competenza del Comune: vogliono togliere le auto dal centro e dei cittadini della periferia non interessa niente; siamo esasperati ma non solo per il rumore e il traffico, non si può nemmeno uscire per una passeggiata, ma anche per ciò che respiriamo. Non possiamo aprire le imposte in casa abbiamo una polvere tremenda».

«È arrivata anche a me questa lamentela - ha riferito l'assessore alla viabilità di Arco, Gabriele Andreasi - so che ci sono diversi camion che vanno avanti e indietro devo sentire i residenti. Per le autorizzazioni se ne sono occupati gli uffici».