RIVA DEL GARDA. La Consulta dei genitori rappresenta 2.000 persone tra mamme e papà; il Consiglio dell'istituzione poco meno di 1.500 tra studenti e docenti. In totale quindi si parla di oltre tremila soggetti che a vario titolo meriterebbero qualche risposta. Risposte che in tre mesi abbondanti, molto prima della pausa d'agosto, non sono mai arrivate nonostante svariati solleciti e richieste di sapere qualcosa. Non fosse altro che per una questione di rispetto.

Consulta dei genitori e Consiglio dell'istituzione, due organi importantissimi all'interno di una realtà scolastica, sono quelli del Liceo «Andrea Maffei» di Riva del Garda che ieri ha aperto il nuovo anno scolastico 2026-2027 (quello che peraltro celebra il Centenario dell'istituto rivano), il settimo consecutivo, tra dubbi, incertezze sul futuro, preoccupazioni, a causa della situazione di stallo del grande cantiere da 30 milioni di euro fermo ormai da quasi un anno. Ovviamente, nonostante la richiesta dei docenti (vedi L'Adige di venerdì 4 settembre, ndr.), di rappresentanti della giunta provinciale manco l'ombra ieri mattina in occasione del primo giorno di scuola. Viceversa, l'apertura del nuovo anno è stata l'occasione per denunciare il silenzio della Provincia da parte del Consiglio dell'Istituzione e della Consulta dei genitori, attraverso i loro presidenti, Roberto Santorum nel primo caso, l'avvocato Andrea Dalponte quale presidente della Consulta dei genitori.

Il 26 maggio scorso avevano sottoscritto una lettera nella quale sottolineavano le criticità del compendio immobiliare a causa del protrarsi dei lavori del grande cantiere per l'ampliamento del Liceo. Lettera inviata al presidente della Provincia Maurizio Fugatti, all'assessora all'istruzione Francesca Gerosa (Fratelli d'Italia) e per conoscenza alla dirigente dell'istituto di viale Lutti. Da quel giorno, nei mesi successivi, ci sono stati unicamente contatti con la segreteria del governatore leghista ma di sentire lo stesso Fugatti o la responsabile provinciale all'istruzione manco a pregare in greco antico. Nessuna traccia, nessuna risposta.

«La segreteria del presidente ci ha confermato il ricevimento della Pec che era stata inoltrata all' Apop (l'Azienda provinciale opere pubbliche) la quale avrebbe provveduto a contattarci. Ad oggi, trascorsi più di tre mesi, nessuna chiamata per un incontro» confermano Santorum e Dalponte. Nel documento Consiglio dell'Istituzione e Consulta dei genitori denunciano «la persistente distribuzione degli studenti parte nell'edificio storico, parte nel nuovo corpo D, parte nella succursale all'ex ospedale, parte nella sede del Conservatorio» e da quest'anno un'altra parte all'ex compendio Miralago. «Inoltre prosegue l'assenza di laboratori e di aule per le attività complementari nei vari plessi (recuperi, potenziamenti, laboratori per l'inclusione) e la presenza di un'unica palestra, mancanze che costringono professori e studenti a continui spostamenti fra le varie sedi. Senza dimenticare la carenza di spazi idonei per i colloqui con le famiglie».

Non è finita qui, ovviamente: «Sarebbe da chiarire - proseguono Santorum e Dalponte - perché nell'estate 2025, modificando i piani originari, è stato deciso di abbattere insieme alla palestra anche l'edificio denominato "ala nuova" che conteneva 15 aule e l'auditorium, poco prima che la società Manelli fermasse i lavori per problemi finanziari. Possibile che non ci fossero evidenze di questi problemi prima dell'abbattimento che ha privato la scuola dell'utilizzo di 15 aule costringendolo ad avere 5 blocchi separati? E ancora, il nuovo blocco D che dispone di 12 aule, auditorium e palestra, ha da subito a evidenziato non pochi problemi in fatto di serramenti, porte antincendio, soffittature, perdite. Inoltre il parcheggio sotterraneo non può essere utilizzato. La politica è sempre presente e dinamica quando ci sono da supportare opere pubbliche relative a rotatorie, ciclabili, varianti, etc. ma totalmente assente quando i problemi riguardano l'edilizia scolastica».