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ARCO. Secondo i dati statistici, nel 2025 i lettori italiani che nell'arco degli ultimi dodici mesi hanno letto almeno un libro sono cresciuti del 4 per cento, passando dal 73 al 76 per cento della popolazione, trainata soprattutto dal gentil sesso (81% contro il 72 degli uomini). Chissà che il martellamento vuoto e pressapochista dei social e di internet non porti a riscoprire il gusto della lettura che sa arricchire spirito e di conseguenza anche il corpo.
Di certo quel gusto della lettura non l'hanno mai perso quegli oltre 80 cittadini arcensi (ma chissà che non diventino molto di più) che hanno aderito con entusiasmo a un'iniziativa singolare nel suo genere: formare una vera e propria catena umana per trasferire centinaia e centinaia di volumi dalla sede attuale della storica Libreria Cazzaniga di via Segantini ai nuovi spazi in piazza Tre Novembre, spazi che fino a qualche mese fa ospitavano l'altrettanto storico negozio di abbigliamento Zamboni.
L'idea è nata quasi per gioco, lanciata - racconta il titolare Giovanni Cazzaniga - da alcuni clienti e raccolta in poco tempo da decine e decine di persone. Fino a lunedì 13 luglio erano in 83 gli iscritti ufficiali («e non abbiamo fatto alcuna pubblicità al riguardo, è stato tutto un passaparola» precisa Cazzaniga) ma non è detto che il numero non possa crescere nei prossimi giorni.
Tra gli iscritti anche l'assessore alla cultura Max Floriani. Tutti insieme dovranno (perché lo vogliono) trasportare più di 6.000 volumi dalla sede di via Segantini a quella in piazza Tre Novembre, non una grandissima distanza ma una catena umana (magari su due file) che sarà comunque particolare e suggestiva nel cuore storico di Arco.
I lavori negli spazi ex Zamboni procedono secondo la tabella di marcia, se non vi saranno inconvenienti le operazioni di trasferimento dovrebbero avvenire nella settimana a cavallo tra la fine di luglio e l'inizio di agosto, sperando che in quei giorni l'anticiclone conceda una tregua e la canicola di questi giorni rimanga solo un ricordo.
«Purtroppo le librerie sono ormai delle mosche bianche - commenta Giovanni Cazzaniga - Questa iniziativa però ci restituisce speranza ed è un segnale molto positivo proprio perché partito dai nostri clienti». Il risiko del commercio cittadino non si ferma qui però. Prossimamente infatti gli spazi di via Segantini lasciati liberi dalla libreria verranno occupati dal negozio di abbigliamento e accessori per l'arrampicata Parvat, una bella avventura lanciata qualche anno addietro da Samuel Betta e Mattia Gardella: proporre magliette, felpe, cappellini e molto di più utilizzando corde d'arrampicata vecchie e inutilizzate. Con un'attenzione particolare quindi all'ambiente. E il successo (meritato) li sta premiando.


