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ARCO. Continua a buon ritmo la raccolta online di firme promossa dai consiglieri comunali di opposizione Stefano Tamburini («Siamo Arco») e Oscar Pallaoro (Lega) contro l'allestimento dei pinch point previsti dall'amministrazione comunale quale primo atto del nuovo Pums recentemente approvato dopo un lungo iter che ha incluso anche la condivisione con la cittadinanza.
Che cosa sono? Si tratta di restringimenti della corsia che hanno il compito di rallentare le auto dando un senso visivo di strettoia. Possono valere anche in doppio senso di marcia con opportuna segnaletica verticale. Dovrebbero essere realizzati con segnaletica ad alta visibilità, e magari del verde. Ma ad Arco, per ora, sono solo dei cordoli di mattoni posati a terra e smaltati. E che spesso vengono centrati dalle auto e distrutti.
Sul sito change.org la petizione online ha raggiunto ieri sera le 1.400 firme superando il primo obiettivo delle mille e avvicinandosi al secondo (1.500).
«L'amministrazione di Arco - si legge nella petizione - ha iniziato l'installazione di pinch point nelle strade del nostro comune. I pinch point pur essendo utilizzati per rallentare il traffico, possono causare problemi di visibilità, aumentare il rischio di incidenti stradali oltre che aumentare il traffico in quanto i veicoli devono fermarsi per dare la precedenza a senso alternato lungo un tratto di strada. Nelle ore di maggior traffico, i mezzi di soccorso si troverebbero inoltre a dover lavorare in condizioni decisamente complicate .Chiediamo all'amministrazione comunale di riconsiderare questa decisione ed eliminare i pinch point per garantire una maggiore sicurezza sulle nostre strade».
La petizione è stata lanciata il 21 dicembre e nella giornata di ieri ha raccolto circa 130 firme.


