Sono in quattro padre, madre, due figli, uno di quattro anni e uno di nove affetto da autismo: resteranno senza casa a fine mese. I genitori lavorano entrambi, hanno sempre pagato e pagano tuttora l'affitto per l'appartamento in via Fossa Grande ad Arco ma «il palazzo è stato venduto - spiega la madre Nadia Zekri - e ci è arrivata una lettera che ci ingiunge di andarcene entro il 30 settembre. Il contratto di affitto è scaduto lo scorso anno e da allora ci hanno detto che dobbiamo traslocare. Da tempo stiamo cercando ma gli affitti sono troppo alti per noi o la casa non è adeguata alle esigenze di un figlio autistico».

Nadia e suo marito lavorano nel turismo. Originari del Marocco, sono in Italia da 15 anni e da 15 anni abitano in quell'appartamento in via Fossa Grande ma ora si trovano con questo problema per loro irrisolvibile. Hanno cercato casa dappertutto ma è difficile trovare qualcosa di adatto e moderato nel prezzo. «Abbiamo un bambino con spettro di autismo: ha problemi di relazione, di alimentazione e disturbi del sonno, perciò abbiamo bisogno di un appartamento a piano terra perché al primo o secondo piano sarebbe pericoloso per lui e ci serve anche uno spazio per la sua terapia. La nostra è una vita impegnativa, abbiamo fatto molti sacrifici; per fortuna a scuola abbiamo sempre avuto un insegnante di sostegno e dei maestri bravi ai quali siamo molto riconoscenti».

Nadia Zekri e il marito hanno anche fatto domanda per ottenere una casa Itea ma «siamo trentatreesimi in graduatoria e ne hanno presi trenta: noi non abbiamo uno sfratto altrimenti avremmo avuto più punteggio». L'ansia e la preoccupazione si fanno strada: «Lavoriamo, abbiamo sempre pagato l'affitto ma ora ci troviamo in una situazione critica. Ci siamo rivolti alle agenzie ma è difficile trovare per una famiglia con due figli: ci sono prezzi allucinanti e non possiamo permetterci un affitto da 1.300 euro, peraltro transitorio come ci hanno proposto. I proprietari ci hanno detto che se non ce ne andiamo ci "addebiteranno tutti i danni conseguenti alla mancata riconsegna al proprietario dell'edificio"».

I genitori hanno interessato del loro problema Itea, la sindaca di Arco e i servizi sociali. «Non vogliamo nemmeno cercare una casa fuori zona come ci è stato detto; abbiamo tutta la nostra vita qui, i bambini sono cresciuti qui, le nostre relazioni, la rete di aiuto, le scuole dei nostri figli, il nostro lavoro, tutto qui. Andarcene è impossibile, vorrebbe dire dovere ricominciare tutto daccapo».

La situazione dunque è davvero preoccupante: questa famiglia, come tante nell'Alto Garda, non riesce a fare fronte al caro affitti generato da una situazione legata all'overtourism alla quale la politica stenta a trovare rimedi. Per i due genitori in più c'è l'impegno per un figlio autistico. «Quello che chiediamo è semplice - conclude la madre - trovare un appartamento a condizioni normali, anche perché con Itea ci abbiamo provato ma non siamo riusciti a entrare nei primi trenta. Magari c'è qualche privato che legge questo articolo e viene a sapere della nostra situazione e magari ci chiama. Siamo referenziati». Per eventuali contatti il numero è questo: 328 8615840.