ARCO. Oltre 300 chili di rifiuti, 302 per la precisione, raccolti lungo le strade dell'Alto Garda da 130 volontari. È il bilancio della «Garbage Ride & Walk», l'iniziativa annuale di pulizia del territorio coordinata dall'associazione «Plastic Free Ride» e organizzata quest'anno in collaborazione con «Specie Selvatica» e «360 Garda Life».

«Per questa edizione abbiamo cercato di garantire un equilibrio tra ciclisti e camminatori», racconta Raffaele Fanini, promotore dell'iniziativa. Prima della partenza, i partecipanti hanno potuto scegliere il percorso più adatto alle proprie esigenze: sette tracciati per le biciclette e cinque itinerari a piedi, pensati per raggiungere diverse zone della Busa, con particolare attenzione ad Arco, Dro, Torbole e Riva.

«L'eccezionale affluenza ci ha riempiti di gioia e conferma come la gente desideri realmente prendersi cura del proprio territorio», prosegue Fanini. L'appuntamento è diventato un'occasione per condividere un obiettivo comune e contribuire concretamente alla tutela dell'ambiente. «Dicono sempre che le piccole azioni sono quelle che fanno la differenza e danno il là a quelle più grandi. Perciò, “Garbage” rappresenta un modo per ringraziare quello che la natura ci dona quotidianamente».

La giornata è iniziata con una lezione di yoga nei campi del Cantiere 26 di Arco, punto di ritrovo dei partecipanti. Qualche goccia di pioggia, caduta intorno alle 15.15, non ha fermato i volontari: dopo pochi minuti il cielo si è rasserenato e la raccolta è proseguita fino alle 18, quando il rientro è stato accompagnato da un buffet e dalla musica.

Il momento conviviale ha offerto anche l'occasione per confrontarsi sui risultati e sui materiali recuperati. «Il post raccolta è un momento in cui si conoscono nuove persone, ci si confronta e si cerca di capire. Spesso ci si indigna di fronte a quanto rinvenuto», spiega l'organizzatore.

A colpire è soprattutto il confronto con la precedente edizione: i 302 chili raccolti quest'anno sono il doppio rispetto al 2025. Una parte del peso è legata alla presenza di rifiuti ingombranti, ma la quantità complessiva resta significativa. Un gruppo di volontari, per esempio, ha recuperato 90 chili di materiali, tra cui una sdraio abbandonata lungo l'argine del fiume Sarca, a Linfano.

Tra gli oggetti trovati anche due mazze da baseball, una moka, un vecchio cartello stradale e diversi sacchi di lana di roccia. Non sono mancate bottiglie di birra in vetro, bottiglie di plastica, lattine e mozziconi di sigaretta. Nella zona della Moletta, i volontari hanno riempito un sacco con una trentina di bottiglie di birra Forst.

«Lo stupore che ci travolge forma un mix di rabbia e forza che ci spinge a continuare, perché è necessario», sottolinea Fanini. All'iniziativa hanno contribuito anche gli enti pubblici dei Comuni interessati e diversi sostenitori privati, tra cui Cassa Rurale Alto Garda Rovereto, Cantiere 26, Scott Sport Italia e Bergamont Italia, Bike Shop Giuliani, Tipografia Tonelli, Forno dei Sapori, SottoSopra Bike Shop, Sfuseria e Rotte Inverse.

Tra gli aspetti più apprezzati dagli organizzatori c'è stata anche la partecipazione delle famiglie e dei bambini. «Siamo grati alle famiglie che hanno coinvolto i loro figli, anche piccoli. I bambini vivono l'attività con entusiasmo e percepiscono l'importanza di prendersi cura della natura, che amano alla follia», conclude Fanini.

Per i più piccoli, la raccolta diventa una missione ma anche un gioco: appena individuano un rifiuto, si affrettano a raccoglierlo e si entusiasmano quando trovano oggetti particolari. Un'esperienza che, secondo il promotore, continuerà anche dopo la giornata, attraverso i racconti agli amici e ai familiari.

«La quantità di persone pronte a sporcarsi le mani è stato l'aspetto più appagante: dà speranza».