Arco, ruba due mountain bike da 7.000 euro ai turisti: arrestato e condannato a 8 mesi
Un giovane proveniente da fuori provincia è stato bloccato dai carabinieri della Stazione di Arco dopo un inseguimento tra le vie dell'Alto Garda. Si cerca il complice
ALTO GARDA. Vestiti da ciclisti per non destare sospetti, avevano rubato due mountain bike di pregio ai danni di turisti e stavano tentando la fuga quando sono stati intercettati dai carabinieri. È finita con un arresto, una condanna a otto mesi di reclusione e 110 euro di multa la vicenda che nel fine settimana scorso ha visto protagonista un giovane proveniente da fuori provincia, fermato dai militari della Stazione di Arco al termine di un inseguimento conclusosi tra i rovi di un'area boschiva dell'Alto Garda.
Il colpo e la fuga
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due avevano agito nella tarda mattinata di sabato: dopo aver tagliato le catene di sicurezza, si erano impossessati delle due biciclette muscolari – del valore complessivo di oltre 7.000 euro – nascondendole nella boscaglia nelle ore centrali della giornata per ridurre il rischio di essere scoperti. Nel pomeriggio, una volta recuperati i mezzi, i due si sono rimessi in sella travestiti da comuni ciclisti, ma non hanno fatto i conti con la prontezza di riflessi dei proprietari, due turisti che li hanno riconosciuti e si sono lanciati all'inseguimento a bordo della propria autovettura, allertando contestualmente la pattuglia dei carabinieri presente nella zona.
L'inseguimento e il blitz nel bosco
I militari della Stazione di Arco si sono uniti all'inseguimento. I due fuggitivi, rendendosi conto di non avere via di scampo, hanno abbandonato le biciclette sul manto stradale e si sono inoltrati in un'area boschiva nel tentativo di dileguarsi tra la vegetazione. Dopo circa trenta minuti di ricerche, anche grazie alla collaborazione di un agente del Commissariato della Polizia di Stato di Riva del Garda che si trovava libero dal servizio, i carabinieri sono riusciti a bloccare uno dei due. Il complice è invece riuscito a far perdere le proprie tracce.
Il sequestro e la condanna
La perquisizione personale eseguita immediatamente dopo il fermo ha permesso di sequestrare un paio di tronchesi professionali, un set per lo smontaggio di mountain bike e capi di vestiario che il giovane avrebbe potuto utilizzare per camuffarsi e rendere più difficile l'identificazione. Le due biciclette sono state restituite ai legittimi proprietari.
Il ragazzo arrestato – per il quale vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva – è stato portato presso la camera di sicurezza della Compagnia di Riva del Garda in attesa del giudizio direttissimo. Il giorno seguente, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rovereto, il giudice ha convalidato l'arresto e lo ha condannato a otto mesi di reclusione e 110 euro di multa.