Olivicoltura, 150 produttori a confronto sulla mosca: vertice ad Arco
Fem ha invitato esperti di regioni del Nord e Slovenia. Strategie sostenibili contro il principale parassita dell’olivo e analisi su 120 oliveti liguri. Focus sulle prospettive 2026 e sulla difesa integrata
ARCO. Oltre 150 produttori hanno partecipato alla sesta Giornata tecnica dedicata all’olivicoltura, promossa dalla Fondazione Edmund Mach. L’incontro ha riunito le regioni produttive del Nord Est e la Slovenia per fare il punto sull’annata 2025 e sulle prospettive 2026, con un focus sulla gestione della mosca dell’olivo, principale parassita della coltura.
Ad aprire i lavori è stato Maurizio Bottura, mentre la moderazione è stata affidata a Lanfranco Conte. Tra i temi affrontati, la valenza economica e paesaggistica dell’olivo nell’Alto Garda trentino e le strategie di difesa integrate. Sandra Notaro, dell’Università degli Studi di Trento, ha evidenziato il ruolo identitario dell’olivicoltura per il territorio gardesano.
Sul piano tecnico, Veronica Vizzarri del CREA ha illustrato il ciclo della mosca olearia e i risultati positivi di prove in agricoltura biologica con polveri di roccia ed esche moschicide. Dal 2016 l’ERSA Friuli Venezia Giulia, con Gianluca Gori, conduce test su caolino e silicati per definire dosi e numero di interventi su varietà sensibili.
Un progetto quadriennale della Regione Liguria, presentato da Federico Grillo, coinvolge 120 oliveti nella rete di monitoraggio regionale. Le analisi fogliari del primo anno mostrano carenze diffuse di boro, elemento chiave per fioritura e allegagione. Per il 2026, come spiegato da Michele Morten della FEM, la gestione richiederà monitoraggio costante, catture di massa e interventi mirati, in un’ottica di sostenibilità dell’agroecosistema.