Viabilità / Il nodo

Dissuasori stradali, la giunta di Arco tira dritto: l’ordinanza non sarà annullata

L’amministrazione comunale, forte del parere del segretario municipale, non ravvede alcuna irregolarità nell’iter autorizzativo dei noti “pinch point” arcensi. Le minoranze avevano esortato il Comune a fare un passo indietro in autotutela. Osele: «È una misura di sicurezza per il rallentamento»

ASSEMBLEA No ai «pinch point» ma tutti chiedono limiti di velocità 
LA REPLICA Dissuasori stradali, Andreasi «C'è l'ordinanza»
IL DIBATTITO Dissuasori stradali, chieste le dimissioni di Andreasi 

di Roberto Vivaldelli

ARCO. È scontro totale tra l’amministrazione comunale e i consiglieri del centro-destra autonomista sull’iter autorizzativo che ha portato alla realizzazione dei discussi «pinch point» oggetto anche di una petizione online chhttps://www.dropbox.com/scl/fi/hmzdm9foel7xkt183302p/vocidolomiti26mar-2apr-2024-montegrappa.mp3?rlkey=s5rmezsjnvrpp7ynbth4xxiwt&dl=0e ha superato le 2000 firme.

Lo scorso 8 marzo, gli esponenti dell’opposizione Stefano Bresciani («Patt»), Oscar Pallaoro («Lega») e Stefano Tamburini («Siamo Arco») hanno presentato la richiesta di procedere con un’istanza di autotutela per l’annullamento delle ordinanze relative alle aiuole al fine di ripristinare la precedente viabilità su via Capitelli, Negrelli via Della Fossa e via Verdi poiché, a detta degli stessi consiglieri, troppe sono state le mancanze e gli errori commessi su questo fronte dal Comune, a cominciare dall’assenza di autorizzazione da parte del Servizio gestione strade della Provincia.

Ora il segretario generale del Comune di Arco Giorgio Osele ha risposto alla richiesta delle minoranze con un secco «no», affermando che, in merito alla contestata ordinanza del 29 dicembre che istituiva il «senso unico alternato», quest’ultima fosse di carattere «transitorio» poiché i lavori erano in corso. Provvedimento comunque superato dall’ordinanza definitiva, datata 22 febbraio, «anch’essa istitutiva del senso unico alternato in ragione del posizionamento definitivo, sulle strade interessate, delle aiuole “calma traffico”».

Il segretario Osele sottolinea che tale ordinanza risulta necessaria per via del «restringimento della carreggiata in corrispondenza dei pinch point», la cui collocazione «impone una deviazione del transito sulla corsia di marcia opposta» con «conseguente obbligo di apposita segnalazione e regolamentazione della circolazione secondo, appunto, le modalità del dare ed avere precedenza tipiche del senso unico alternato». Secondo l’amministrazione comunale, la «legittimità o meno del posizionamento, sulla carreggiata, dei pinch point» valutati quale «misura di sicurezza fondamentale per il rallentamento del traffico in applicazione delle previsioni del Pums», risulta «ininfluente rispetto alla legittimità dell’ordinanza di istituzione del senso unico alternato la cui adozione, è addirittura imposta dalla necessità di segnalare e disciplinare il regime di transito attraverso una strettoia».

Pur consapevoli della diversità di visioni sul tema, afferma Osele, «va evidenziato come gli interventi di moderazione del traffico rispondano all’esigenza di sollecitare il rispetto del limite imposto di velocità dei 30 all’ora che l’esperienza – di altri contesti urbani – ha mostrato essere in grado di consentire una coesistenza più armonica fra i diversi utenti della strada, nell’ottica di un riequilibrio dell’uso dello spazio urbano, oggi sbilanciato a favore degli autoveicoli». Per questi motivi, osserva infine Osele, «non risultando condivisibili le ragioni a fondamento della domanda di annullamento in autotutela delle ordinanze istitutive del senso unico alternato in corrispondenza dei restringimenti della carreggiata, l’istanza non può trovare accoglimento».

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