A Via Pacis 1,2 milioni di contributi provinciali

Un milione e 120 mila euro di contributo provinciale per la realizzazione della sede internazionale dell’associazione «Via Pacis».
Il sodalizio altogardesano, attivo da trentacinque anni nel campo della solidarietà e della formazione umana in tutto il mondo, sta attualmente realizzando la nuova sede ad Arco, su un terreno acquistato dai scalabriniani cinque anni fa all’incrocio di via Degasperi e Monte Baldo.

Il contributo andrà quindi a coprire circa la metà delle spese necessarie per la realizzazione dell’opera, il cui costo totale supera i due milioni di euro.
Nella nuova sede - che sarà terminata a giugno - troveranno spazio un alloggio, uffici e ampie sale da 290, 175 e 80 metri quadrati.
Ma il caso diventa politico. Nella giornata di ieri, infatti, il consigliere provinciale del «Movimento Cinque Stelle» Filippo Degasperi ha aspramente criticato l’ammontare del fondo concesso dalla Provincia: «L’associazione Via Pacis - scrive il consigliere sui social network - si costruisce la sede ad Arco e la munifica Provincia autonoma di Trento elargisce euro 1.119.91,40; qualche anno fa si parlava di Magnadora».
E, mentre l’assessora provinciale Sara Ferrari dice di non saperne nulla e scarica la patata bollente al governatore Ugo Rossi, il consigliere pentastellato rincalza la dose: «1,2 milioni di euro di contributi a un’associazione religiosa per costruirsi la sede, all’insaputa del Pd - scrive Degasperi - che però partecipa con il proprio sindaco alla posa della prima pietra».

Pesanti critiche arrivano anche dal consigliere comunale dei cinque stelle Giovanni Rullo: «Essendo un’associazione privata - commenta Rullo - viene da chiedersi quale sia questo interesse pubblico che l’associazione si prefigge, posto che ha obiettivamente tutte le carte in regola per esistere.
In una situazione di contingenza e di ristrettezze economiche trovo veramente vergognoso che non si pensi a destinare questi fondi alle categorie che ne hanno più bisogno, come i padri separati, le famiglie in difficoltà, o i disabili. Ma a queste categorie non pensa mai nessuno perché elettoralmente contano poco».

Dal canto suo, il presidente e fondatore Paolo Maino, tornato da pochi giorni da un viaggio di solidarietà in Colombia, non risponde direttamente alle critiche mosse ma cerca di spiegare l’importanza dell’operato di «Via Pacis», che conta più di cinquecento soci in tutto il Trentino: «Non abbiamo amici politici - sottolinea il presidente - né padrini, siamo persone normali e volontari che da trentacinque anni si occupano di solidarietà e formazione, tematiche giovanili, percorsi rivolte a coppie, eventi musicali e molto altro ancora. Le nostre attività sono aperte a tutti, abbiamo sempre operato in modo trasparente, chiaro e onesto. Per quanto riguarda la sede, di cui abbiamo bisogno per non disperdere troppo il nostro operato, avevamo valutato varie ipotesi: la scelta è poi caduta su questo terreno che abbiamo acquistato dai scalabriniani. La concessione del contributo provinciale - sottolinea Paolo Maino - è stata una vera sorpresa anche per noi, non ci speravamo più».
Il sindaco di Arco Alessandro Betta, in qualità di primo cittadino, era presente alla posa della prima pietra della sede insieme al collega rivano Adalberto Mosaner: «Non entro nel merito del contributo - afferma Betta - dico solamente che la struttura che vanno a realizzare è davvero interessante e potrà dare lustro a tutto l’Alto Garda per le attività significative che verranno proposte. Le finalità sono di interesse pubblico, siamo di fronte ad un’associazione molto seria».


L'articolo del 9 ottobre 2014

I dubbi dei consiglieri 5 stelle sull'operazione Via Pacis

Sull'operazione della comunità via Pacis, che lungo il terreno di via De
Gasperi vuole costruire la propria nuova sede, intervengono i consiglieri
comunali del Movimento 5 stelle per chiedere
«il motivo per il quale
non è stata ceduta a titolo gratuito l'intera superficie avente nel Prg
destinazione verde pubblico, dal momento che non risultano ceduti in base
alla convenzione, sopra menzionata, un totale di circa 850 metri quadri;
se non si ritiene assai poco funzionale per la fruibilità dei cittadini
l'area di verde pubblico restante dagli interventi di potenziamento della
viabilità previsti dalla planimetria allegata alla convenzione che non
consentiranno, tra l'altro, un'adeguata continuità con i contigui giardini
pubblici retrostanti via Nass».  E in ultimo i Giovanni Rullo e Gabriella
Santuliana vogliono sapere «La ragione del dimensionamento della futura
carreggiata prevista con una larghezza di 8 metri lungo via De Gasperi,
ben superiore alla sezione delle strade confluenti, nel tratto tra le due
future rotatorie , anch'esse di ragguardevole grandezza».              


L'articolo del 16 settembre 2014

"Via Pacis", nuova sede in via Baldo - La giunta comunale concede all'iniziativa cattolica il marchio di "interesse pubblico"

Sulla campagna di Arco che confina con via monte Baldo a ovest e a sud
con via De Gasperi, sorgerà un complesso religioso cattolico.
È l'associazione
Via Pacis (ex Shalom) di Paolo Maino, a volervi costruire la propria nuova
sede. Ad oggi è ancora in viale Trento a Riva del Garda.
La particella
fondiaria interessata, di proprietà del gruppo cristiano dal 2010, è la
2118/1 e misura 8.435 metri quadri (compresa la 2113/1). L'area è destinata
ad «aree per attività sociali private» dal Piano regolatore.
Per la realizzazione
del nuovo plesso, l'associazione Via Pacis onlus, che si occupa anche di
solidarietà internazionale, chiederà i contributi pubblici alla Provincia/Regione.
Per fare questo ha chiesto il 20 giugno al Comune di Arco, e ottenuto il
2 settembre, la «valutazione dell'interesse pubblico» dell'opera in modo
«poter accedere ai contributi pubblici previsti dalla legge regionale del
1968».
«Considerate e valutate le numerose e note attività e iniziative
dell'associazione che collabora ed esplica attività in sinergia con la
chiesa cattolica, il cui riverbero sociale in senso lato risulta innegabile
- spiega la giunta nella delibera di approvazione - si reputa di pubblico
interesse per Arco la costruzione di una sede della Via Pacis, dove l'associazione
potrà localizzare manifestazioni, incontri, conferenze e nella quale la
comunità locale arcense interessata potrà trovare un luogo di riferimento
concreto».
Il sindaco di Arco, Alessandro Betta (Pd) ha spiegato meglio
cosa significa in questo caso «interesse pubblico».

«Abbiamo avviato -
ha detto - una trattativa con Via Pacis e abbiamo ottenuto in cambio del
riconoscimento di "interesse pubblico" una striscia di terreno lungo via
Monte Baldo per ricavarne un marciapiede e una a sud per realizzare una
doppia rotatoria su via De Gasperi tra via Monte Baldo e via Cerere. Così
risparmiamo 100 mila euro. In questo senso l'interesse pubblico ci sta».

Ma se fossero stati i buddisti o un'associazione islamica a chiedervi la
stessa cosa?
«Avremmo ragionato alla stessa maniera. A noi interessava
l'acquisizione delle aree, se fosse stata un'associazione islamica o buddista
a chiedercelo sarebbe stato uguale. Via Pacis poi ha parecchie iniziative
internazionali».
Date il patentino di «interesse pubblico» a un'associazione
confessionale?
«Spero che abbia una visione più ampia che non solo religiosa,
una visione di pace e solidarietà».                                   


 

L'articolo del 16 settembre 2014

Nata nel 1979 come "Shalom"

L'Associazione Via Pacis (già Associazione Comunità Shalom) nasce a Riva
il 3 giugno 1979, durante un incontro tra i coniugi Eliana e Paolo Maino
e don Domenico Pincelli.
Attorno a questo primo nucleo «cominciano a
riunirsi - si legge nel sito - altre persone di età ed estrazione sociale
diverse, unite dal medesimo desiderio di seguire il Signore Gesù nella
Chiesa. Il cammino comunitario si concretizza in impegni di vita spirituale.
Fin dagli albori si delinea una chiara vocazione a vivere ed annunciare
la pace-shalom di Gesù nel mondo come specifico carisma: di qui la scelta
del perdono permanente come stile di vita nella continua ricerca di rapporti
riconciliati nella propria quotidianità, stato di vita e professione».

«Ben presto - si legge nel sito - si avverte l'esigenza di evangelizzare.
A tal scopo si utilizzano i mezzi di comunicazione (il web, la rivista
"Sulla via della Pace", i libri dei nostri autori); si sviluppa il settore
della musica e del canto, si attuano iniziative di formazione umana, biblica
e spirituale. I membri dell'associazione iniziano fin dai primi anni a
destinare continuativamente la decima parte delle loro entrate per i poveri».

Via Pacis onlus prende avvio nel 1994, anno in cui viene fondata da Paolo
Maino, «per gestire - si legge sul sito - in modo ufficiale e pubblico
i "soldi dei poveri", come sono ritenute le decime e le offerte donate
in segno di solidarietà con la sofferenza di tante popolazioni nel mondo».

Decine sono i progetti di solidarietà avviati sul pianeta, in campo medico,
per attività sociali e di formazione, per adozioni a distanza, per centri
di accoglienza e assistenza, per programmi scolastici...               
                                                                      

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