"Urbanistica non è fare cassa"

di Roberto Vivaldelli

«Non si può trasformare l’urbanistica in un aspetto di carattere finanziario». Parola dell’assessore provinciale all’urbanistica e alla coesione territoriale Carlo Daldoss, che al termine della serata svoltasi nei giorni scorsi nell’auditorium della Comunità di valle ha formulato questo riferimento non troppo velato nei confronti della «Variante 15» portata avanti dall’amministrazione di Arco.
Si trattava di una serata informativa dedicata al documento preliminare del «piano territoriale della comunità» e organizzata da Wwf Trentino, Comitato Salvaguardia olivaia, Italia Nostra e Comitato per lo sviluppo sostenibile svoltasi lunedì sera presso l’auditorium della comunità di valle.

In quest’occaisone l’assessore Daldoss ha espresso alcune perplessità relative al massiccio uso della perequazione urbanistica, ossia la realizzazione di opere di interesse collettivo da parte dei privati in cambio di diritti edificatori.
«Quello che mi sento di dire in termini generali - ha affermato Daldoss - è che non si può trasformare l’urbanistica in un aspetto di carattere finanziario. Qualche tentazione, da questo punto di vista, i comuni un po’ ce l’hanno, purtroppo. Ci può stare che si facciano dei processi di perequazione e che quindi le scelte ed i vantaggi di queste operazioni vengano riequilibrate tra pubblico e privato: quello che non può esistere è che questo tipo di rapporto sia fortemente spinto verso le monetizzazione dei benefici».

Secondo l’assessore è quindi fondamentale avere una visione complessiva: «Non ritengo la perequazione di per sé negativa - chiarisce - però la ritengo positiva solo se ha una certa dose di misura e di obiettivo; non si può dare prorità al raggiungimento dell’obiettivo e poi soppesare questo con quel che serve per raggiungerlo, senza avere una visione urbanistica nel complesso. Bisogna sempre tenere presente il costo in termini di ricaduta complessiva, anche se un amministratore pensa di fare l’interesse della comunità». In mancanza di risorse, meglio quindi aspettare tempi migliori per realizzare le opere pubbliche: «In un contesto generale come il nostro - afferma l’assessore - diventa particolarmente importante valutare costi e utilità dell’opera pubblica in questione, magari aspettando a realizzarla quando sussisteranno condizioni migliori».

Visione politica che differisce, perlomeno in parte, da quella dell’assessore all’urbanistica del comune di Arco, Stefano Miori: «Daldoss dice cose sacrosante, ma si tratta di sfumature. Siamo assolutamente d’accordo sul fatto che il fine non giustifichi i mezzi, prima viene l’urbanistica e poi la necessità di realizzare delle opere pubbliche, questo è un principio sacrosanto. Non sono invece d’accordo sull’invito a realizzare le opere in tempi migliori: dobbiamo guardare in faccia la realtà, il mondo è cambiato e l’epoca delle “vacche grasse è finita per sempre. Semmai possiamo pensare a rimodulare le opere in base ai mezzi a disposizione».


 

Dalle associazioni ambientaliste piovono critiche sui contenuti del documento preliminare del «piano territoriale della comunità».
In primis non è affatto piaciuta l’assenza degli amministratori locali alla serata informativa di martedì sera con l’assessore provinciale Carlo Daldoss: in sala erano presenti infatti solo il vicesindaco di Riva Mario Caproni e alcuni consiglieri comunali delle minoranze.
«Siamo davvero dispiaciuti - ha affermato in apertura Gilberto Galvagni - dell’assenza dei nostri amministratori locali. Siamo solo qui per parlare ed esporre il nostro pensiero liberamente; libertà significa anche confronto, anche su idee che non trovano convergenza».
I relatori Duilio Turrini, Beppo Toffolon (presidente di Italia Nostra) e Lorenzo Vassallo del Comitato Salvaguardia Olivaia hanno poi messo in evidenza  contraddizioni e storture presenti nel documento preliminare del Ptc rispetto agli obiettivi che esso si prefigge.
Dubbi e perplessità per il notevole impatto paesaggistico di alcuni progetti mirati, su tutti il centro velico internazionale «Arca village» in fascia lago, l’insediamento del complesso sportivo sovracomunale e, soprattutto, la realizzazione dell’Hub nella zona di Linfano. «Questo progetti - ha dichiarato Toffolon - tendono a creare dei non luoghi che snaturano irreversibilmente l’identità del nostro territorio».


 

Dopo il botta e risposta a distanza tra l’assessore provinciale all’urbanistica Carlo Daldoss e l’omologo arcense Stefano Miori, è ora Giovanni Rullo («Movimento Cinque Stelle») a intervenire sul tema della variante 15 e della perequazione.
Durante l’incontro sul «piano territoriale della comunità» organizzato dalle associazioni ambientaliste, Daldoss ha infatti criticato tra le righe l’uso eccessivo della compensazione urbanistica, con un riferimento abbastanza chiaro all’amministrazione comunale arcense. Da lì il commento di Miori in difesa dell’operato della giunta di Arco.
«Si percepisce chiaramente l’imbarazzo dell’assessore Miori - afferma il consigliere pentastellato - che sostanzialmente non può fare altro che arrampicarsi sugli specchi. Le parole di Daldoss sono inequivocabili e senza appello, il tentativo di Miori è quello di giustificare l’azione dell’amministrazione comunale la quale, imperterrita, continua a intendere l’urbanistica come un mezzo per fare cassa. E questo non si regge in piedi».
Rullo non usa mezzi termini e appoggia quanto affermato dall’assessore provinciale: «L’amministrazione comunale - attacca - ha promesso diritti edificatori a soggetti privati e cercherà in tutti i modi di mantenere le promesse fatte. Un copione che più volte si è purtroppo ripetuto negli anni. Quello che dice Daldoss lo stiamo dicendo da ormai più di un anno e mezzo, le sue parole sono senz’altro condivisibili anche perché, ricordiamolo, la stessa Provincia di fatto bocciò la variante 14 a poche settimane dalla sua approvazione. Ad Arco si usa la compensazione per dare risposta a interessi privati che sono evidentemente molto forti».

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