PERGINE VALSUGANA. Una truffa del “familiare in difficoltà” è stata sventata dai carabinieri di Pergine Valsugana, che hanno denunciato tre persone residenti in diverse regioni italiane per truffa aggravata in concorso e riciclaggio. Vittima del raggiro una settantenne della zona, contattata a febbraio da una persona che si era spacciata per la figlia attraverso un messaggio inviato sul cellulare.


Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il falso familiare avrebbe raccontato di trovarsi in difficoltà economica, chiedendo con urgenza 845 euro per pagare il dentista e inviando subito dopo l’Iban sul quale effettuare il bonifico. La donna, convinta di aiutare la figlia, ha disposto il versamento, accorgendosi solo in seguito di essere stata truffata.


Dopo la denuncia presentata dalla vittima, i carabinieri si sono attivati immediatamente chiedendo all’istituto bancario il blocco del conto corrente destinatario del denaro e ottenendo dalla Procura di Trento un decreto di sequestro preventivo. Grazie al provvedimento è stato possibile recuperare e restituire circa 600 euro ancora presenti sul conto bloccato, mentre la parte restante era già stata trasferita verso altri conti italiani ed esteri. Sono in corso ulteriori accertamenti per individuare eventuali complici.


I carabinieri ricordano di verificare sempre le richieste di denaro ricevute tramite chat, anche quando sembrano provenire da persone conosciute, contattando direttamente il familiare tramite una telefonata o un altro canale. Consigliata inoltre l’attivazione della verifica in due passaggi sulle applicazioni di messaggistica e la segnalazione immediata di messaggi sospetti alle forze dell’ordine.