TRENTO. Le Olimpiadi 2026 sull'Altopiano di Piné sono ad alto rischio: Torino è pronta a ospitare le gare di pattinaggio all'Oval Lingotto, già teatro delle competizioni invernali a cinque cerchi nel 2006. Quella piemontese è una candidatura a pieno titolo: «Se ci saranno ritardi saremo pronti ad ospitare le prove».

Per "trasformare" l'Ice Rink serviranno 65 milioni di euro e i tempi sono sempre più stretti. Una decisione verrà presa entro metà gennaio e l'assessore al Turismo Roberto Failoni commenta: «Andiamo avanti secondo i nostri piani, ma dobbiamo muoverci con senso di responsabilità».
 

Sull’argomento ha presentato un’interrogazione il consigliere provinciale del Pd Luca Zeni:  "Ma come? Una notizia di così grande impatto ci arriva da Torino? E Trento, cosa ne sa? Cosa conferma e cosa smentisce? Per mesi ci hanno assicurato che “tutto va bene, madama la marchesa”; che non ci sono problemi. Si è perfino parlato di “project financing” da parte dell’impresa “MAK Costruzioni” – la stessa che ha proposto l’edificazione del nuovo e contestatissimo ospedale di valle a Cavalese – per la copertura dell’ “Ice Ring” di Baselga di Piné e adesso? Ci hanno garantito che i Giochi sarebbero stati un importante volano per l’economia del nostro territorio, grazie ai possibili investimenti derivati dal P.N.R.R. e invece scopriamo che, probabilmente, va tutto a Torino?”
 

E prosegue: “Improvvisazione, incompetenza ed incapacità sembrano, ancora una volta, regnare sovrani sulle scelte e le decisioni di questa Giunta provinciale, ormai arrivata agli sgoccioli di ogni minima credibilità. Ospedale si, ospedale no; “Ice Ring” si, “Ice Ring” no; reintegri di dirigenti sì, no, forse, ma solo dopo ripetute sentenze del Tribunale; condanne che piovono quasi quotidianamente, con un esborso di fondi pubblici che dovrebbe impensierire anche gli Organi della Magistratura contabile; bocciatura quasi totale delle norme provinciali da parte del governo nazionale; una Sanità che sta precipitando nel caos al pari delle politiche sociali e della casa e via elencando fra le troppe peculiarità di questa sorta di “Circo Barnum” che è ormai diventata la Provincia autonoma”.
 

“In questo marasma, ci mancava solo che Torino togliesse a Baselga di Piné ogni protagonismo olimpico, con la benedizione del Presidente Fugatti e del suo governo dai facili impegni assunti e poi puntualmente disattesi. Peraltro la recente definizione da parte della Giunta provinciale del finanziamento per l’ “Ice Ring” aveva evidenziato – oltre all’assenza di una strategia di lungo periodo, con accordi forti con la Federazione Pattinaggio per fare di Baselga di Piné il centro di riferimento a livello nazionale e, in questo modo, immaginare una possibile sostenibilità dell’opera – la previsione di un “buco” annuale da centinaia di migliaia di euro e la grande approssimazione del piano per la realizzazione dell’opera entro il 2025. All’enfasi ed alle promesse, si viene così a sostituire l’amara realtà, con questi esiti sconfortanti”.

Zeni chiede alla Giunta provinciale “se si è consapevoli che l’iter confuso che sta caratterizzando la vicenda dell’ “Ice Ring”, sta facendo perdere credibilità all’intero sistema trentino” e qual è il crono programma completo, credibile e preciso previsto per la realizzazione dell’opera in oggetto”.