PERGINE VALSUGANA. Una videochiamata da parte di un falso maresciallo dei carabinieri, la richiesta di verificare la provenienza dei gioielli custoditi in casa e, poco dopo, l’arrivo di un complice incaricato di ritirarli. È il copione della truffa messa a segno ai danni di un’anziana di 93 anni e della figlia convivente, che lo scorso 30 ottobre sono state derubate dei loro preziosi. Il presunto responsabile è stato arrestato in flagranza alla stazione ferroviaria di Trento, con l’intera refurtiva recuperata.

L’episodio è avvenuto intorno alle 14, quando le due donne hanno ricevuto una videochiamata da un uomo che si è presentato come un maresciallo dell’Arma. Il falso militare ha annunciato l’arrivo di un collega in borghese, incaricato di controllare l’origine dei preziosi presenti nell’abitazione.

Convinte della genuinità della richiesta, le vittime hanno raccolto diversi monili d’oro e li hanno messi sul tavolo. Il valore stimato dei gioielli era di circa 6 mila euro. Poco dopo si è presentato il complice, che ha iniziato ad arraffare rapidamente i preziosi per infilarli nello zaino.

Quando le due donne si sono accorte di quanto stava accadendo e hanno tentato di opporsi, il giovane ha strattonato e spinto l’anziana, riuscendo a fuggire con il bottino.

Scattato l’allarme, i carabinieri della Stazione di Pergine Valsugana hanno avviato le ricerche, analizzando le immagini della videosorveglianza urbana. Gli accertamenti hanno permesso di individuare un taxi che si stava allontanando dalla zona. Grazie alla collaborazione con la Cooperativa Radio Taxi di Trento, i militari hanno ricostruito il tragitto del mezzo e individuato le caratteristiche del passeggero.

Le ricerche si sono quindi concentrate sulla stazione ferroviaria del capoluogo, dove i carabinieri, con il supporto della Polizia ferroviaria, hanno intercettato il giovane intorno alle 15.40, mentre si preparava a salire su un treno.

Sottoposto a perquisizione personale, è stato trovato in possesso dell’intera refurtiva, immediatamente restituita alle legittime proprietarie. Le due donne hanno espresso gratitudine ai militari per il recupero dei gioielli, che rappresentavano anche ricordi di famiglia.

Su disposizione della Procura della Repubblica di Trento, l’arrestato è stato condotto nella Casa circondariale di Spini di Gardolo, a disposizione dell’autorità giudiziaria. È ritenuto responsabile di rapina impropria e truffa aggravata, ma per l’indagato vale il principio di non colpevolezza fino a una sentenza definitiva di condanna.

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto ai raggiri ai danni delle persone anziane condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Trento. Nell’ultima settimana, secondo quanto riferito dall’Arma, sono stati individuati i responsabili di tre episodi.