PERGINE. Dalla torrida Pampa argentina ai rinfrescanti laghi e alle pinete della Valsugana, e dalle polverose carpenterie meccaniche di Buenos Aires al verde e accogliente giardino di Castel Pergine che sovrasta il centro storico. Questa la scelta e «parabola» di vita di Eduardo Anibal Piazza, da questa stagione giardiniere e responsabile di aiuole, siepi e angoli verdi che circondano lo storico maniero perginese, diventato il primo bene storico collettivo d'Italia a fine 2018 grazie alla sottoscrizione popolare che ha coinvolto oltre 900 partecipanti, e ora gestito dalla Fondazione CastelPergine guidata da Carmelo Anderle.

«El castillo de Pergine in Trentino es el más lindo - esordisce Eduardo Anibal Piazza esprimendo in lingua spagnola le sue emozioni - ho accettato subito la proposta dei gestori del castello Manuel e Sofia di abbellire il suo giardino esterno, quasi cinque ettari, con nuove aiuole, piante e fiori adatti a ogni tipo di terreno e ombreggiatura. Ho imparato a fare il giardiniere seguendo dei corsi e dei consigli di alcuni esperti argentini, e mi sono appassionato all'apicoltura e ai prodotti dell'alveare per curare una fastidiosa allergia».

Eduardo era già stato in Italia nel 2023, ma solo in primavera è giunto al Castello di Pergine, dove lavoravano alcuni familiari, affrontando 16 ore di volo e quasi 12mila chilometri per intraprendere una nuova esperienza.

«Il mio lavoro inizia nelle prime ore del mattino e ogni giorno sono tanti gli aspetti da curare: dallo sfalcio dell'erba, al rinnovo di piante e fiori e alla necessaria irrigazione - precisa Eduardo - ogni scelta su come rinnovare il giardino è stata condivisa con i gestori, e con Sofia, ma ho voluto introdurre alcune piante officinali e aromatiche, unendo colore, forma e profumi in un luogo ricco di storia e suggestioni».

Eduardo è un elemento importante in uno staff che ogni giorno lavora e rende accogliente il maniero perginese. «Siamo una piccola comunità giovane e multietnica che conta oltre sedici persone in arrivo sia dai paesi della Valsugana, ma che si avvale di tre argentini e di un ragazzo giunto da solo in macchina dalla Moldova - spiega la torinese Sofia Omodeo Iuli, che con il compagno chef Manuel Merlo gestisce da due anni il maniero -».

«In piena sinergia con la Fondazione CastelPergine abbiamo rinnovato spazi e proposte offerte dal castello: sala esposizioni, ristorante, bistrot, albergo con oltre 20 camere. Un luogo storico ma che con nuovi linguaggi e proposte, tra arte, teatro, animazione e gastronomia, può essere vissuto da tutti per eventi, rassegne ed occasioni speciali, ma anche per un semplice aperitivo o per una passeggiata tra il centro, il parco Tre Castagni ed il castello, che offre serenità, accoglienza e relax in queste torride giornate estive, ma che contiamo di poter tenere aperto anche in inverno».

«Il Castello di Pergine è la mia seconda casa - conclude Eduardo Anibal Piazza - in inverno tornerò in Argentina ma dalla prossima primavera sarò di nuovo al lavoro per garantire un luogo accogliente e rilassante per la comunità di Pergine: un lugar muy lindo».