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PERGINE. L'azienda provinciale per i servizi sanitari lo chiama «fermo tecnico prolungato», la Uil Fpl Sanità, invece, lo definisce «l'ennesima chiusura di un servizio sanitario essenziale per il territorio». Punti di vista diversi, con un fatto in comune: il servizio di Radiologia al primo piano dell'ospedale Villa Rosa di Pergine Valsugana è di nuovo fermo e non si sa per quanto tempo.
La notizia non l'ha data l'Apss, ma il segretario della Uil Fpl Sanità Giuseppe Varagone, che il 16 dicembre mattina ha scritto: «Abbiamo appreso che la chiusura del servizio è dovuta al fatto che le apparecchiature attualmente in dotazione risultano obsolete e non più funzionanti, e che non esistono più in commercio i pezzi di ricambio necessari per la loro riparazione. Una situazione grave, che solleva interrogativi inevitabili: come è possibile arrivare a decisioni così drastiche senza aver programmato per tempo la manutenzione ordinaria o la sostituzione dei macchinari, prevenendo così l'interruzione di un servizio fondamentale per cittadini e degenti?».
Che le apparecchiature di radiologia siano vecchie e abbiano problemi è cosa nota: anche in altri ospedali, negli ultimi anni, si sono verificati più volte blocchi dei macchinari che hanno costretto all'annullamento di appuntamenti o esami urgenti e alla loro riprogrammazione, non fossero bastate le normali liste di attesa. E c'è da dire che l'ospedale Villa Rosa da questo punto di vista era già finito sotto i riflettori, qualche anno fa, anche per un'apparecchiatura spostata a Borgo e per l'effettuazione a singhiozzo degli esami.
«Secondo quanto ci è stato comunicato - continua il segretario Varagone -, il personale attualmente in forza a Radiologia di Pergine Valsugana verrà temporaneamente trasferito presso altre sedi. Al contempo, i pazienti ricoverati e gli utenti esterni che fino ad oggi usufruivano del servizio dovranno rivolgersi ad altre strutture. Una soluzione che comporta evidenti disagi, soprattutto per le persone anziane, fragili o con difficoltà di spostamento».
L'Azienda nel primo pomeriggio di mercoledì ha replicato affermando di essersi «attivata immediatamente al momento del blocco della macchina, a fine settimana scorsa, coinvolgendo sia la ditta produttrice sia i responsabili della manutenzione per recuperare quanto prima il pezzo di ricambio necessario alla riparazione».
Vero però che «al momento il componente non è ancora stato reperito, anche in considerazione del fatto che l'apparecchiatura è datata. Qualora il pezzo risultasse definitivamente non disponibile, l'Azienda provvederà ad accelerare la sostituzione della tecnologia, che andrà inevitabilmente programmata». In che tempi, non si sa.
Nel frattempo, l'Apss assicura che l'impatto sull'utenza è contenuto grazie a una riorganizzazione dei percorsi assistenziali: «I pazienti ricoverati a Villa Rosa vengono portati all'ospedale Santa Chiara di Trento per l'esecuzione degli esami radiologici. Le prestazioni programmate per pazienti esterni vengono eseguite prevalentemente a Borgo Valsugana, che ha dato la propria disponibilità a supporto della radiologia di Villa Rosa, e all'ospedale di Trento o, se necessario, presso altri ospedali limitrofi alla residenza dell'utente, così da ridurre spostamenti e disagi. Apss sta valutando tutte le possibili soluzioni organizzative per ridurre al minimo i disagi per i cittadini e ripristinare quanto prima la piena operatività del servizio».
Nonostante le rassicurazioni, forte resta la preoccupazione del sindacato per il futuro del servizio: «L'esperienza insegna che, una volta chiusa una struttura o un reparto, la riapertura diventa estremamente difficile. Il rischio concreto è che la popolazione che faceva riferimento al presidio sia costretta in modo permanente a rivolgersi ad altre sedi, oppure, in alternativa, a strutture sanitarie private, con un aggravio economico significativo legato al pagamento di ticket e prestazioni a carico dei cittadini. Riteniamo inaccettabile che i cittadini trentini debbano subire un'ulteriore riduzione dei servizi sanitari pubblici».
Per la Uil Fpl Sanità il presidente della giunta provinciale Maurizio Fugatti e l'assessore provinciale alla Salute Mario Tonina devono intervenire con urgenza, fornendo rassicurazioni concrete sulle tempistiche di ripristino del servizio.


