TRENTO. Tutto come anticipato dall’Adige, in edicola oggi. Sul piatto ci sono più di 50 milioni di euro. Soldi che andranno tutti all'altopiano di Piné, in una sorta di progetto di rilancio sportivo, turistico, infrastrutturale ed economico dopo la delusione dell'addio alle gare olimpiche.

Il piano opere sportive - per il pattinaggio e per il tiro con l'arco -, e poi quelle stradali e viabilistiche e infine quelle turistiche, tutte ad ampio raggio, ovvero con un impatto non solo a Baselga ma su tutto il territorio. La beffa e la figuraccia, quindi, verranno ristorate in maniera massiccia.

Nel pomeriggio il governatore Fugatti ha incontrato il presidente del Coni Malagò. “Abbiamo fatto tutto quello che si doveva fare per permettere la costruzione dell'oval come previsto dal Cio. Il tempo, tecnicamente, c'è. Ma Comunque i 50 milioni di euro sono stati messi a disposizione di Baselga: 29 milioni serviranno per sistemare la piastra del ghiaccio, gli altri 21 saranno utilizzato per l'accordo tra Provincia e Comune, con interventi infrastrutturali sull'altopiano di Piné per i prossimi vent'anni”. 

Sa invece di beffa il commento di Malagò: “Il Comitato olimpico aveva tanti dubbi fin dall'inizio sulla sostenibilità di una location come Piné”. Ma forse la verità è che al Cio faceva gola la visibilità di Torino, del Piemonte e della galassia Agnelli.