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PINÉ. Il sorriso, il coraggio e la grande generosità di Graziella Anesi si sono spenti per sempre, lasciando un grande vuoto nella sua amata comunità di Baselga e nell'intero Altopiano di Piné. Graziella, nota ed impegnata a livello provinciale e nazionale nella sua battaglia contro la disabilità e il pieno riconoscimento dei diritti delle persone fragili e diversamente abili, aveva nel cuore la sua comunità d'origine, e non aveva mai lasciato la sua casa nella frazione di Ricaldo a pochi metri dall'abitazione del fratello Sergio (già direttore dell'Apt e sindaco di Baselga), della cognata Anita e degli amati nipoti Francesco, Matteo e Cecilia.
Graziella costretta sin dalla nascita, il 3 luglio del 1955, a numerose e dolorose operazioni alle ossa ed a vivere su una speciale carrozzina (aiutata anche da respiratore artificiale) non aveva mai abbandonato il suo sorriso, il suo buon umore e voglia di vivere. Impegno che l'aveva portata a rivestire il prima ruolo di consigliera comunale di minoranza e dal 2020 assessora alle attività sociali e all'istruzione.
Graziella Anesi da un paio di settimane era ricoverata in ospedale per delle difficoltà respiratorie, ma sino all'ultimo ha lottato e ha seguito le vicende della sua comunità.
«Aveva un sorriso e un incoraggiamento per tutti, non facendo mai pesare le sue necessità - ricorda l'amica Elda Viliotti - Graziella era un riferimento per tanti anche nei momenti più tristi e difficili, trovando le parole giuste per dare speranza e coraggio. Una mancanza improvvisa che ci lascia grande smarrimento».
Un ricordo giunge anche dalla Comunità Alta Valsugana Bersntol. «Esprimo il più profondo e sincero cordoglio e vicinanza alla famiglia, all'amministrazione di Baselga e collega sindaco Alessandro Santuari - scrive il presidente della Comunità di Valle Andrea Fontanari a nome dei sindaci e del personale dell'ente - Graziella era un'amministratrice stimata, benvoluta e capace. Perdiamo una persona speciale, unica e rispettata, da sempre impegnata in prima linea a favore del bene comune: una vita vissuta con grande sacrificio, ma altresì con un coraggio e una forza d'animo ineguagliabili, a servizio all'Altopiano Pinetano».
“Il suo sorriso sembrava dire: "Se io sono qui, tu dovresti correre" - ricorda con commozione Roberto Mosna, vicepresidente di Handicrea.


