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PERGINE. Si intitola "I miei ricordi, le mie radici" l'ultima fatica letteraria di Lino Beber che sarà presentata per la prima volta sabato 20 gennaio a Masetti, alle 21 nella sala pubblica (dopo la cena della sagra, che sarà su prenotazione telefonando al numero 0461 510132).
Come si può intuire dal titolo, si tratta di un libro (460 pagine riccamente illustrate) in cui l'autore narra i ricordi della sua vita in una sorta di autobiografia, la storia delle famiglie nate dai suoi nonni materni e paterni, una carrellata fotografica dei luoghi della Terra che ha potuto visitare soprattutto in compagnia del fratello Dario (1937-2020), gli amici a quattro zampe (gatti e cane) di casa e in conclusione propone la sua Pergine raggruppando gli articoli pubblicati sul mensile "Il Cinque" nei quali ha descritto viali, vie, vicoli, piazze, alcuni luoghi del Perginese e la loro storia.
Il libro non ha un prezzo di copertina: è a offerta libera che sarà interamente devoluta ai Medici con l'Africa Cuamm Trentino, per il progetto "Prima le mamme e i bambini". Nel mese di novembre proprio Lino Beber (nella foto), con un piccolo gruppo e con il presidente dell'associazione trentina Carmelo Fanelli, ha potuto vedere con i propri occhi la realtà della sanità africana con un viaggio in Tanzania a Tosamaganga, dove un gruppo di medici italiani del Cuamm coopera con i sanitari locali.
Non si tratta della prima opera di Beber il cui ricavato viene devoluto in beneficenza: nel 2021 infatti ha pubblicato un libro "A.D. 1950", dedicato ai suoi coscritti del 1950, raccogliendo 9mila euro che sono stati donati sempre al Cuamm Trentino. Nella sua introduzione, Beber scrive che ormai da sedici anni è un medico pensionato "attivo" che ha scelto di riempire le giornate con varie attività: ricerca storica locale, volontariato in vari campi (medico, sociale in particolare) e, oltre ai vari libri di storia prevalentemente locale scritti a più mani e in particolare con l'amico Marzio Zampedri, maestro pensionato.
La copertina del libro è opera di Giorgio Fontanari, emigrato da Sant'Orsola in Belgio a 2 anni e raffigura un edificio di quattro piani (simbolo delle stagioni della vita) con le radici che affondano nella terra; sul tetto dell'edificio nasce un albero ricco di foglie, a simboleggiare i pazienti che Beber ha incontrato durante il lavoro di medico. Tra le radici, il libro della Divina Commedia con l'effigie di Dante, ad indicare la predilezione per quest'opera, e l'aereo che sorvola la Terra per la passione dei viaggi. In quarta di copertina si trova invece l'immagine di un quadro, opera di Davide Pintar di Siror, che è stato regalato a Beber quando è andato in pensione e riassume in un collage i due luoghi nei quali Lino è vissuto ed esercitato il suo lavoro, Pergine e Borgo Valsugana, con i loro simboli.
Altre presentazioni sono già state fissate martedì 23 gennaio alle 20.15 nella sala pubblica di Canale con l'Acs Canale, e mercoledì 31 gennaio alle 15 nella sala del convento dei padri francescani con l'associazione Auser. Nel mese di febbraio seguiranno altre due presentazioni, in date non ancora fissate, a Canezza e a Vigalzano. Il libro sarà distribuito in occasione delle presentazioni e al domicilio di Lino Beber a partire dalla data di prima presentazione. Le offerte potranno essere versate direttamente all'autore o con un versamento alla Cassa Rurale Alta Valsugana (all'iban IT 35J 08178 35220 0000 000 49780).


