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CIVEZZANO. I «Garzani», intesi quali abitanti di Garzano, bella frazione di Civezzano, posta a mezza costa a guardare in faccia l'ascesa al monte Calisio, sono popolazione laboriosa e pure propensa alle aperture culturali, sociali e dall'ampia disponibilità aggregativa che viene espressa soprattutto dal «Comitato Pro Garzano» che scandisce i maggiori appuntamenti d'anno. Popolazione da 130 anime che abitano un borgo dall'esposizione luminosa, protetta dal patrono San Valentino.
Ebbene, i suddetti «Garzani» che possono vantare rappresentanti di primo piano appartenenti alle associazioni quali gli Alpini, i Carabinieri in congedo e gli Schutzen, nel recente periodo hanno pure potuto fregiarsi di un fantomatico anonimo poeta di strada, quel poeta di missive spedite nonché apposte a porte e portoni.
Che, infine, l'altro giorno è giunto all'ultima «canta», raccontando che «Il poeta va in pensione / pria di andare in televisione. La vena si è seccata / la mente si è svuotata. La Siae reclama i diritti / anche ai poeti derelitti. Con i proventi / farò tutti contenti, la cantina riempirò / di vino bianco, rosso e bordeaux». Firmato: per nuove idee percorrerò altre strade e scriverò in nuove contrade. Si esprimono fra l'incredulo e il divertito, i paesani, pensando al poeta silenzioso che parla al cuore delle persone con una precisione che lascia senza fiato. Infatti, a chi affresca i segnavia Sat, parla di «giovane e forte si chiama Licata / ma non vien dalla Basilicata». E, a «Michele che canta bene / perché la sposa cucina bene, dedica il «tortello nell'acqua bollente, mentre la sua voce rintuona nell'ambiente».
E, a Dario e Umberto il «Passatore moderno» dedica l'ode al gallo che rende amore a tutto il pollaio, con galline che sfornano uova a ripetizione. Con la dedica alle donne di Garzano «le più belle di Civezzano»... «Che sian native o importate / son sempre delicate. L'aria di montagna / toglie loro ogni magagna». E, con mira da cecchino, non poteva mancare l'ode a «Valentino vestito di nuovo, come le brocche del chardonnay. Dammi da bere che ho sete di nuovo / così poi canterò per te».
Considerando, a Garzano, che non è così importante dare un volto a questo autore; la vera bellezza sta nel sapere che, tra una bolletta e una pubblicità, può trovarsi un frammento di anima dedicato proprio a noi. «Che dono prezioso è questo poeta segreto, che ci ricorda quanto siamo speciali agli occhi di chi sa ancora guardare con cura e attenzione».


