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CIVEZZANO. La posa delle canaline in acciaio ai lati della ripida scala che, in località Mochena, interrompe la nuova pista ciclopedonale tra Pergine e Civezzano non ha risolto tutti i problemi segnalati da l'Adige. A dirlo sono alcuni utenti forniti di e-bike, un mezzo che normalmente non pesa meno di 23-25 kg: «Con il collocamento dello scivolo ai lati della scala, il problema non è superato - testimonia uno di loro -. L'ho provato e posso assicurare che, a scendere o a salire, si rileva assolutamente inpraticabile. Venite a provare. Vi accorgerete che la bicicletta ha un manubrio e pure delle pedivelle!» è il guanto di sfida lanciato.
E noi siamo andati. In effetti i due scivoli in metallo aderenti ai muri laterali presentano una curva stretta in cima alla scala che non permette alla bici di rimanere sullo scivolo. Inoltre, la canalina è così stretta che è necessario inclinare la bici quasi di 45 gradi per farla salire o scendere, di fatto caricandosi tutto il peso sulle braccia.
Tanti sono adesso sono coloro che usano questo nuovo percorso, dopo avere percorso in bicicletta - nel recente passato - il tratto da Civezzano fino a Pergine «attraversando la rotatoria al Centro commerciale Cavalli, peraltro molto pericolosa in quanto priva di adeguati attraversamenti anche pedonali».
Ora i ciclisti usufruiscono della nuovissima striscia ciclabile asfaltata entrandovi attraverso la strada "dei Matonari-Corona" e percorrendola in direzione Pergine, fino al Ponte Regio, spiega l'appassionato che, dopo avere avuto assicurazione dell' imminente apertura del tratto compreso fra Civezzano e Pergine, dice di essersi tenuto posto in costante contatto con gli uffici della Provincia «per evidenziare una serie di problematiche, quali l'ingresso alla ciclabile da Civezzano non bene segnalato, la stradina che scende alla Mochena piena di buche (ma poi asfaltata, ndr) , il sottopasso con scale sporco e buio, con una lampada su tre funzionante. E potrei proseguire», dice.
Comunque, l'attivo e collaborativo ciclista nostro interlocutore, rivela di avere incontrato sul posto la squadra di manutenzione. «Io ho pulito il sottopasso, mentre mia figlia ha dipinto con vernice sull'asfalto le segnalazioni di ingresso sulla ciclabile».
Ma la chicca finale è la convinzione degli uffici di avere superato il problema "scale" con la posa dello scivolo: «Niente affatto».
Frattanto, complici le nostre cronache e il bar alla Mochena, la questione "scala da bicicletta" suscita sempre più commenti. Ci vi arriva rimane senza parole, altri sbottano con frasi di stupore, meraviglia, incredulità. E altri ancora osservato: «Ora qualcuno ne dovrà dare conto».


