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PERGINE. Oltre due ore di dibattito, e tante domande di cittadini, genitori e insegnati dei vicini plessi scolastici, non sono riuscite a chiarire i tanti dubbi, perplessità e timori sulla localizzazione dell'impianto sperimentale di termo-ossidazione, previsto in viale dell'Industria a Pergine.
L'incontro promosso martedì sera all'auditorium Don Milani dall'amministrazione comunale di Pergine, alla presenza dei tecnici dell'agenzia provinciale protezione ambiente (Appa) e dell'azienda sanitaria trentina, non ha chiarito sino in fondo funzionamento, emissioni e reale pericolosità dell'impianto voluto da Trentino Ambiens Srl nei capannoni ex-Impa di viale dell'Industria. Se sono stati forniti dati e dettagli in parte già noti, il vivace ed acceso dibattito (oltre 200 le persone in sala) non ha contributo a chiarire molti aspetti, o a trovare una diversa localizzazione all'impianto distante solo poche centinaia di metri da sette siti sensibili (tra cui asilo nido, scuola materna, Medie Garbari e centro giovani).
Perplessità riassunte anche in colorati cartelli affissi all'esterno dell'auditorium, e di un documento distribuito dal comitato "SOSteniamo Pergine" che dal 2021 si oppone all'impianto. «A fronte della richiesta legittima di un imprenditore, e dopo le rassicurazioni avute dai tecnici di Appa e Azienda Sanitaria, il consiglio ha espresso un parere non vincolante sulla localizzazione dell'impianto sperimentale in viale Industria - ha spiegato il sindaco di Pergine Roberto Oss Emer - una scelta forse poco popolare, ma frutto di un atto di responsabilità verso la ricerca e innovazione e suffragata da attenti studi di tecnici e funzionari provinciali. Una scelta che rifarei visti gli studi, prescrizioni e misure di sicurezza dettate per l'impianto, dell'attento monitoraggio su fumi, emissioni e qualità dell'aria attuato in futuro».
È toccato all'ingegner Rampanelli dirigente del servizio settore autorizzazioni e controlli di Appa, accompagnato da Elisa Malloci (responsabile su qualità dell'aria) Chiara Lo Cicero (settore rifiuti e bonifiche), entrare nei dettagli del nuovo impianto, dove il procedimento di pirolisi produrrà del syngas (conservato e stoccato in apposite celle e serbatoi). «La localizzazione ed autorizzazione dell'impianto (avvenuta ad ottobre 2022) ha ottenuto il parere positivo di servizi provinciali e agenzie di controllo coinvolte (Appa e Aprie) - ha spiegato Rampanelli - l'impianto tratterà una sola matrice di rifiuti per volta (prevista area di stoccaggio e selezione), funzionerà tre giorni a settimana e per un massimo di 5 tonnellate di rifiuti. I limiti di legge su emissioni, dimensioni e misure di sicurezza sono del tutto rispettati».
Il dottor Francesco Pizzo dell'unità operativa igiene e sanità pubblica dell'azienda sanitaria ha escluso la futura presenza di inquinati e diossine nella zona (più pericolosi i fumi emessi da un barbecue o da una tipica "cucina economica"). Non sono tuttavia mancati i rilevi critici dei componenti del comitato "SOSteniamo Pergine", e di molti cittadini. Accanto agli interventi di Pietro Zanotti di "Ledro Inselberg", del dottor Paolo Bortolotti di "Medici per l'ambiente" e dell'urbanista Carlo Sevegnani (già presenti all'incontro promosso il 27 giugno dal comitato perginese) tante le domande e le considerazioni preoccupate sollevate da alcuni genitori, delle insegnati del vicino nido e scuola materna di via Amstetten e di una pediatria di Pergine.
Dubbi, perplessità ed incertezze che, per ora, non sembrano aver scalfito intenzioni e volontà di Comune e Provincia, con l'avvio dell'impianto che pare già fissato per il prossimo autunno.


