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PERGINE. Dell’enorme complesso degli ex Artigianelli a Susà di Pergine, abbiamo scritto cento volte. Questa volta la ribalta non va alla destinazione finale dell’immobile da 5 milioni di euro di proprietà della Provincia. Ma a una squadra di fotografi professionisti, specializzati nell’immortalare i «Luoghi abbandonati».
Si tratta di artisti che con grande bravura vanno a documentare i tanti casi di magnifici spazi abbandonati. E uno degli ultimi reportage c he hanno realizzato è proprio sulla collina di Susà.
Se siamo abituati a vedere immagini simili nelle zone evacuate – come a Chernobyl – fa impressione vedere cosa succede dentro gli enormi saloni dell’ex collegio. A parte il magnifico mosaico del Gesù nella cappella (l’assessore provinciale Failoni assicurò quasi due anni fa che «la Provincia è al lavoro perché non vada perduto»), a fare impressione è tutto il resto, dalle stalattiti che pendono dal soffitto delle cucine, alle poltroncine in velluto del teatro, ormai ricoperte di muffa, fino alle stanze, ai corridoi, alle sale comuni dove spesso i vandali entrano a imbrattare i muri di graffiti spray.
Che ne sarà degli Artigianelli? Già l’ex assessore Mauro Gilmozzi, nel 2018, aveva gettato la spugna: acquistato con una permuta da 5 milioni di euro dalla Congregazione dei padri Pavoniani (operazione finita sotto inchiesta, ma indagine terminata con sentenza assolutoria per la giunta Rossi), il complesso era già condannato a morte. Il problema, ci aveva detto Gilmozzi tre anni fa, è che la demolizione costerebbe carissima. Oltre i 2 milioni di euro. Forse di più.
Poi è arrivata la giunta Fugatti, e sull’ex Artigianelli è calato il velo (mentre sull’ex Villa Rosa, altro «fantasma» pubblico, si è avviata la manovra immobiliare sull’asse dell’Anaunia per acquistare Castel Valer, si dice con la decisiva mediazione di un ex parlamentare).
Che ne sarà del complesso di Susà? Nessuno lo sa. Ma intanto, vi invitiamo a questo viaggio emozionante, con i fotografi di «Luoghi abbandonati».


