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PERGINE. Se all'indomani della sentenza del Tribunale, che in appello ha confermato quanto deciso dal giudice di pace sull'illegittimità della sanzione elevata dall'autovelox di Martignano il sindaco di Trento Franco Ianeselli sta valutando di spegnere gli impianti in attesa che si faccia chiarezza sulla questione dell'omologazione, il sindaco di Pergine Marco Morelli invece non ha dubbi: i due autovelox attivi sul suo comune rimarranno accessi.
«Questione di sicurezza», dice. «È evidente che qui c'è un vulnus legislativo che deve essere risolto e deve essere risolto in tempi rapidi dallo Stato - dice il primo cittadino di Pergine - Detto questo io l'autovelox lo tengo accesso perché è un presidio di sicurezza e per me spegnere l'autovelox vuol dire autorizzare gli automobilisti a fare i 300 all'ora su quel tratto di strada. Io questo non lo faccio. Continuino a fare i ricorsi, li perderemo, ma io la responsabilità di togliere quello che ritengono un presidio di sicurezza non me la prenderò mai».
Il sindaco sottolinea che l'obiettivo del posizionamento dei due autovelox sul territorio comunale, uno in direzione Trento e uno in direzione Padova, non è quello di fare cassa. «È ovvio che gli autovelox garantisce risorse al Comune, che le reinveste in sicurezza stradale in vari termini, ma è comunque una garanzia in più: non permettere che ci siano strumenti che accertano la velocità vuol dire che non ci sono più i limiti. Io credo che il controllo sia necessario. I limiti esistono e vanno rispettati». Quanto alla questione dei ricorsi, Morelli fa presente che sono una minima parte. «Parliamo di uno zero virgola, rispetto al numero delle sanzioni elevate e pagate».
Sulla questione autovelox Fiorenzo Dalmeri, presidente dell'Automobile Club Trento, ha un'idea precisa: «Andrebbero messi solo nei punti di pericolo per rallentare la velocità - spiega Dalmeri - Dunque devono avere una reale motivazione per essere posizionati. Personalmente penso che all'uscita della galleria di Martignano, strada in discesa e a due corsie, un vero motivo non ci sia. In ogni caso ci vuole chiarezza sulle regole e poi queste vanno rispettate». In generale sembra che in Trentino ogni Comune si muova sulla base di propri convincimenti senza una linea precisa e anche Michele Cereghini, presidente del Consorzio dei Comuni Trentini, conferma che la questione non è mai stata affrontata durante le varie riunioni.
Ora si attende un chiarimento perché se da una parte il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti nel novembre 2025 chiariva che l'omologazione degli autovelox non è necessaria se l'apparecchio è stato approvato, dall'altra i pronunciamenti davanti ai giudici sembrano andare in altra direzione. Da qui la necessità di un intervento chiarificatore e risolutivo. Recentemente anche la giunta comunale di Levico ha dato l'autorizzazione per l'istallazione di un nuovo autovelox fisso lungo la statale 47 all'altezza della zona industriale. P.T.


