«Il marito mi ha guardato, ha detto di non saper nuotare, ed è finito sott’acqua. Li ho visti morire».

È stato tra i primi ad intervenire Julian Valentini, un agente della polizia locale dell’Alta Valsugana in quel momento fuori servizio.
Sono drammatiche le testimonianze di quanti hanno tentato inutilmente di salvare i coniugi morti nelle acque del lago di Canzolino, nella prigione della loro auto: a nulla sono servite le urla dei presenti sulle rive in quel momento, a nulla neanche l’eroico tentativo di Valentini, che si è gettato in acqua.

Canzolino - auto inabbissata nel lago - morto zampedri
Canzolino - auto inabbissata nel lago - morto zampedri
Canzolino - auto inabbissata nel lago - morto zampedri

 

I TESTIMONI: «CI SIAMO SENTITI IMPOTENTI»

L’angoscia è palpabile: gli occhi si arrossano, la voce fatica a uscire, ci si aggrappa ad un tiro di sigaretta. «Ci siamo sentiti impotenti - racconta Andrea Mantovani, che stava pescando e, non appena ha capito quanto stava accadendo, si è tuffato in acqua - È stata una morte in slow motion. Terribile. C’erano con me un altro pescatore e un passante. Abbiamo detto alle due persone a bordo di aprire le portiere, di uscire. Ma loro hanno risposto che non sanno nuotare. Mi sono buttato, ho provato a raggiungere l’auto a nuoto, ma quando ero lì si è inabissata. Non ho potuto fare nulla».

Non riesce a parlare l’altro pescatore intervenuto, Ivan: sono passate due ore dall’incidente e si sfoga sulla spalla di un amico.
«Non sappiamo nuotare»: queste, dunque, le ultime parole della coppia. Quasi una presa di coscienza di quanto stava per accadere. Pio Zampedri non ha più detto nulla, la moglie Nora è rimasta immobile mentre la macchina sprofondava. Nessun grido di aiuto, nessuna azione dettata da un istinto di sopravvivenza. Marito e moglie erano fermi in auto, in silenzio di fronte all’ineluttabile. Nessuna tra le persone accorse sulla riva ha potuto avvicinarsi in sicurezza alla vettura: la macchina, rimasta in bilico qualche secondo, è scivolata in acqua.
«Eravamo in casa quando abbiamo sentito un rumore fortissimo. Ci siamo affacciati al balcone: l’auto stava finendo nel lago. Abbiamo chiamato i soccorsi» racconta una persona che vive in una abitazione vicino al lago.

Nicoletta Bernardi è la titolare dell’hotel ristorante Aurora. Era al lavoro con i suoi collaboratori quando è accaduto l’incidente. Il cuoco Luca Carlin ha dato l’allarme. «Abbiamo visto l’auto galleggiare e poi andare giù - racconta Nicoletta Bernardi - Si sono buttati in acqua due pescatori e l’uomo che aveva parcheggiato il camper poco distante. Un altro uomo ha preso la barchetta parcheggiata qui vicino per tentare di avvicinarsi all’auto, ma non è stato possibile farlo».
Attorno alle 11.30 di ieri nella zona c’era il consueto movimento del mattino: qualche pescatore, alcuni giovani che prendono il sole sulla spiaggetta verso Pergine, numerose persone che in bici o a piedi fanno il giro del lago, coppie che passeggiano con il cane. Si sono ritrovati tutti testimoni della tragedia, tutti coinvolti emotivamente in quanto stava accadendo. «Abbiamo chiamato subito i soccorsi - ripetono - Alcune persone si sono tuffate. Ma davanti alla scena dell’auto che si inabissava ci siamo sentiti impotenti».