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PERGINE. Con la pistola d'ordinanza aveva sparato alcuni colpi in aria, in un campo nei pressi di Pergine Valsugana. L'uomo, guardia giurata di professione all'epoca dei fatti, aveva anche minacciato la famiglia della moglie. Ma si è trattato di un solo episodio e, come ricostruito in tribunale, il comportamento è da attribuire ad una sofferenza emotiva, ad una sindrome "da delusione delle aspettative di vita".
La giudice Marta Schiavo ha assolto l'imputato, 37enne di origine straniera: le accuse erano di minacce e di esplosioni pericolose, ma "il fatto non sussiste". L'episodio, ripercorso in aula, risale a maggio 2022 quando l'uomo, in stato alterato, era uscito dall'abitazione dei suoceri e si era diretto verso il recinto delle pecore sparando con la pistola.
Nessun animale è stato ferito e, come ha evidenziato il difensore dell'imputato, l'avvocato Claudio Tasin, i colpi erano diretti in aria senza alcuna volontà di fare del male. Subito dopo, però, l'uomo aveva minacciato la moglie per impedirle di chiamare le forze dell'ordine: «Ammazzo i tuoi zii» il senso delle sue parole.
In prima battuta la procura aveva chiesto l'archiviazione del fascicolo, ma il gip Marco Tamburrino ha disposto l'imputazione coatta. Si è andati dunque a dibattimento. Davanti alla giudice Schiavo l'avvocato Tasin ha descritto il contesto dell'accaduto. L'imputato, arrivato in Italia con una laurea in tasca, si è costruito una famiglia in Valsugana.
Trovata la felicità coniugale, è però rimasto scottato nel campo lavorativo: con il percorso di studi non riconosciuto nel nostro Paese, si era dovuto accontentare di occupazioni in ambiti lontani dalle sue conoscenze e soprattutto dalle sue speranze di vita. Avrebbe maturato nel tempo un malessere dovuto alla "delusione dalle aspettative", con una crisi che si è acuita alla nascita del figlio, sia per la frustrazione legata al lavoro sia per le notti passate in bianco.
Toccante è stata la testimonianza della moglie, che ha sempre sostenuto il marito e tutt'ora gli è accanto: il comportamento avuto quel giorno - ha detto - è stato episodico ed imprevisto, determinato da uno sfogo verso la società.
Il sentimento di frustrazione dell'uomo è quello che provano molti stranieri (ma non solo), a cui non vengono riconosciuti titoli di studio e professionalità. Con la famiglia che non lo hai abbandonato, il 37enne ha nel frattempo trovato la propria strada lavorativa e la serenità interiore.


