“Una costola fratturata e 30 giorni di prognosi. Non è più tollerabile lavorare così”
È successo a Pergine. Il soccorritore stava cercando di assistere una persona e di instaurare un dialogo in una situazione già tesa quando sarebbe stato colpito all’improvviso con un pugno all’altezza della spalla e del collo. Cisl all’attacco
PERGINE. “Al nostro delegato va l’abbraccio di tutta la famiglia della Cisl Fp. Siamo al suo fianco non solo moralmente, ma anche legalmente”. Con queste parole i segretari Beppe Pallanch e Sandro Pilotti esprimono solidarietà all’autista soccorritore dell’Asuit rimasto ferito durante un intervento di emergenza nella notte del 27 febbraio a Pergine Valsugana.
Secondo quanto riferito dal sindacato, il soccorritore stava cercando di assistere una persona e di instaurare un dialogo in una situazione già tesa quando sarebbe stato colpito all’improvviso con un pugno all’altezza della spalla e del collo. Nonostante l’aggressione, il lavoratore avrebbe comunque portato a termine il proprio turno di servizio.
Solo successivamente, a causa di vertigini, vomito e forti dolori, si è reso necessario il ricorso al pronto soccorso. Gli accertamenti medici hanno evidenziato la frattura della prima costola sinistra, con una prognosi di trenta giorni.
“Questo episodio conferma quanto ribadiamo da tempo: la sicurezza del personale non può più attendere”, aggiungono Pallanch e Pilotti. La Cisl Fp del Trentino chiede interventi concreti per prevenire episodi di violenza durante le operazioni di soccorso e maggiori tutele per gli operatori sanitari impegnati quotidianamente sul territorio.