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Fondazione Castel Pergine

l'assemblea slitta al 24 luglio

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Il castello di Pergine

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Paolo Pedrotti

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Paolo Pedrotti

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Non vedrà la partecipazione fisica degli 850 soci che hanno versato complessivamente 687.822,60 euro, l'assemblea della Fondazione Castel Pergine, che slitta dal 25 giugno al 24 luglio.

Lo ha deciso il Cda della Fondazione (Carmelo Anderle, Massimo Oss, Manuela Dalmeri, Silvio Casagrande e Denis Fontanari) riunitosi il 10 giugno, che si è avvalso della facoltà di prevedere che l'intervento dei soci in assemblea avvenga esclusivamente - così come avverrà per le assemblee di quasi tutte le cooperative - tramite il rappresentante designato, ai sensi dell'articolo 106, comma 6, del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020. Dunque, i soci dovranno attribuire una delega al rappresentante designato, secondo le modalità che saranno pubblicate sul sito della Fondazione entro il 15 luglio. All'ordine del giorno, per un'assemblea molto attesa, ci sono anche alcune modifiche statutarie e l'allargamento del Cda da 5 fino a 7-9 membri, come spiega il presidente Carmelo Anderle .

Intanto, a essere pubblicato è il bilancio 2019 che, se parla dei conti della Fondazione (10.008 euro di utile), non illumina su quelli della srl che gestisce albergo e ristorante, dai cui incassi dipende ovviamente anche la possibilità e capacità di ripagare il mutuo da 1,5 milioni contratto con la Cassa rurale Alta Valsugana per acquistare il castello (da pagare ancora 1.428.505,83 euro al 31/12/2019).

Non essendo ancora depositato questo bilancio, proviamo a chiedere lumi al presidente, che si limita a dire «Il Cda non ha voluto pubblicare questi conti insieme al bilancio della Fondazione», ma ribadisce la soddisfazione per l'andamento della stagione 2019: «È andata meglio delle aspettative tanto che diversi clienti avevano prenotato anche per quest'anno. Purtroppo, l'emergenza Coronavirus ci ha costretti a fare altre scelte».

La società commerciale - controllata al 100% dalla impresa sociale Sviluppo CastelPergine srl, a sua volta controllata al 100% dalla Fondazione (e con lo stesso Cda per tutte e tre le società) - infatti dovrebbe riaprire nei prossimi giorni solo la locanda Ca' stalla (nella foto in alto) , affidandola a Fiorenzo Varesco della storica Osteria Morelli di Canezza. Gli introiti nel 2020 saranno dunque molto limitati e la situazione ha indotto il Cda della Fondazione ad approfittare della possibilità, concessa per legge in conseguenza della pandemia, della moratoria sulle rate del mutuo, «attualmente sospese», come conferma lo stesso presidente.

Un po' di ossigeno per una Onlus che non sta davvero attraversando un periodo fortunato: con l'azienda chiusa, il castello viene aperto al momento solo il venerdì alle 18 e il sabato alle 16 per visite guidate che includono la bella mostra di scultura "Viandanti" di Lois Anvidalfarei (che sarà inaugurata il 27 giugno con un concerto del quartetto Bellanova: 89 i posti a pagamento), chiedendo un contributo minimo di 10 euro per sostenere le attività della Fondazione, tenuta - per convenzione con la Provincia che le ha assegnato un contributo di 1.846.300 euro - a garantire la fruizione pubblica di parco e palazzo. «Aprire Ca' stalla ci consentirà di tenere aperto il parco del castello - spiega Anderle - e di rendere visitabile la mostra sempre, non come avviene adesso».

Sperando quindi che presto le cose tornino alla normalità, e che sia possibile anche riaprire hotel e ristorante, va segnalato che dopo i primi lavori di miglioramento, nel 2020-2021, con la partecipazione ai bandi del Gal - Gruppo di Azione Locale Trentino Orientale e la raccolta di fondi presso cittadini e aziende, il Cda ha programmato il consolidamento del Torrione di Massimiliano, il posizionamento avvenuto due giorni fa della passerella per Ca'stalla, lavori alla Pala dell'altare e alla sala 6 del Torrione di Massimiliano.

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