Adam Ondra, fuoriclasse in parete e testimonial vero di Avis, Ail e Admo

Successo di pubblico e di emozioni, venerdì sera, al teatro comunale di Pergine per la serata organizzata da Avis Comunale di Pergine, Ail e Admo con ospiti il campione di arrampicata Adam Ondra e Giovanni Spitale.
Tre realtà, quelle di Avis, Ail e Admo, fortemente radicate in Trentino: Admo, per la donazione del midollo osseo, conta 9.000 iscritti; Ail può appoggiarsi a oltre 500 volontari; Avis ha oltre 15.000 soci per un totale di 22.000 sacche di sangue (a Pergine si contano più di 1.500 soci che donano un migliaio di sacche di sangue). Tre realtà che, grazie al lavoro congiunto dei rispettivi presidenti (Mauro Fruet, Roberto Valcanover e Ivana Pasqua Lorenzini), ha saputo portare sul palco del teatro perginese il campione di arrampicata Adam Ondra, ceco di 25 anni, campione del mondo nel 2016 e unico al mondo ad aver scalato una parete in Norvegia di grado «9c».
Una serata improntata sul tema del «donare»: Adam infatti, fin dai 18 anni, è donatore di midollo osseo «perché io sono felice, e vorrei donare un po’ di felicità a qualcun altro». I numeri, purtroppo, parlano chiaro: in caso di bisogno la possibilità di compatibilità in famiglia è di 1 su 4, con le altre persone è di 1 su 100.000.
Ad aprire la serata è stato il significativo intervento di Alberto Fruet, che grazie ad una donazione di midollo, nonostante la malattia che l’ha colpito in giovane età, oggi è testimone della potenza di questo semplice gesto.
Adam ha raccontato invece la sua breve ma intensissima carriera, che l’ha portato a diventare, seppur giovanissimo, il miglior arrampicatore al mondo, aprendo in Norvegia la via «Silence», di grado «9c», mai affrontato prima da alcuno: in un groviglio di nervi e muscoli, nel passaggio più difficile Adam lo affronta a testa in giù. Proprio per questo il titolo della serata era «Hai capovolto il mio destino»: la passione per l’arrampicata ha «capovolto» la vita di Adam, così come la donazione può capovolgere, sempre in positivo, la vita di una persona malata.
Ne sa qualcosa Giovanni Spitale, altro ospite alla serata e pure appassionato di arrampicata, che nel 2009, a 21 anni, decide che per tener fede al suo impegno di salvare una vita diventando donatore di midollo: fatto l’esame del sangue per la tipizzazione, scopre di essere lui ad avere bisogno di un donatore in quanto affetto dall’aplasia midollare idiopatica, una rara malattia che colpisce il midollo e non lo fa funzionare a dovere. «L’unica soluzione è il trapianto - ha detto Spitale - ma io non l’ho ancora trovato».
Il legame fra Spitale e Adam Ondra non poteva che nascere spontaneo: insieme hanno fatto nascere «Climb for life», per stimolare la donazione attraverso l’arrampicata, «perché è un po’ come avere un legame con qualcun altro, come in scalata quando si è legati alla corda del compagno» ha detto Spitale. E ad oggi già 86 scalatori sono diventati donatori effettivi, salvando altrettante vite.
Alla domanda «Fra partire per le olimpiadi e donare il midollo cosa sceglieresti?», Adam Ondra non ha avuto esitazione: «Una vita da salvare è la cosa più importante». Una scelta che capovolge il destino.
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