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Susà, no alle case al posto

dell'ex Artigianelli

Il tema affrontato venerdì scorso in un incontro pubblico

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Il compendio ex Artigianelli, ora della Provincia

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Il futuro del compendio ex Artigianelli, gli interventi per migliorare viabilità e parcheggi a Susà e la necessità di garantire nuovi spazi a giovani e famiglie della più popolosa frazione perginese (a fine 2017 ben 971 residenti con 459 uomini e 512 donne). Partecipato incontro venerdì scorso nella casa sociale di Susà, dove il sindaco di Pergine Roberto Oss Emer (presente l’assessore all’agricoltura Carlo Pintarelli e il vicesindaco Daniela Casagrande) ha incontrato la comunità frazionale guidata dal fiduciario Romano Facchinelli.
 
«Lo stabile degli ex Artigianelli, al centro di ripetuti vandalismi e incursioni notturne, andrebbe abbattuto ma la decisione spetta alla Provincia, proprietaria dell’immobile dopo la permuta con i Padri Pavoniani - ha evidenziato il sindaco, ricordando l’impegno assunto dall’assessore provinciale Mauro Gilmozzi prima delle elezioni comunali 2015 -. Vanno evitati interventi d’edilizia abitativa o pubblica non sostenibili dal tessuto urbano e dei servizi presenti a Susà. Lo spazio deve invece tornare alla comunità locale». 
 
Tra rendering e progetti futuri, affissi alle pareti e commentati con quasi 150 presenti, Oss Emer ha illustrato la nuova rotatoria prevista a sud dell’abitato all’incrocio tra via Pomarol, via dell’Angi e l’imbocco alla statale 47 della Valsugana, il parco pubblico che completerà il recente parcheggio (arredato con i giochi presenti nel giardino della Materna) e alcuni tratti «a senso unico» per agevolare il transito accanto alle Elementari e in direzione di Canale.
 
Tra tante domande e chiarimenti, è stata evidenziata l’utilità della nuova rotatoria (un punto molto trafficato e dalla scarsa visibilità), l’avvio sperimentale del senso unico su via don Giovanni Sopperra, rinviando invece il senso unico su via per Canale (nei pressi del parcheggio). 
Accanto alla richiesta di interventi puntuali per migliorare la sicurezza di pedoni e scolari in centro storico (con barriere o guardrail) e l’illuminazione pubblica, alcuni genitori hanno richiesto l’utilizzo dell’ex campo di tamburello (posto sulla Marzola a nord dell’abitato).
 
«Il protocollo sottoscritto con la Provincia prevede anche la futura destinazione dei grandi immobili inutilizzati del nostro territorio (ex Villa Rosa, Artigianelli, alcuni palazzi del centro) - ha spiegato il sindaco -. Attraverso il sistema dei “crediti edilizi” previsti dalle norme provinciali si potrebbe rinunciare a parte della volumetria del compendio ex Artigianelli (oltre 55mila mq) trasferendola ad altre aree e opere cittadine (citate le nuove Medie Andreatta o il futuro centro natatorio, ndr). Solo demolendo l’attuale struttura è possibile ipotizzare un nuovo utilizzo (forse una struttura protetta per anziani o un convitto universitario), permettendo ai residenti di Susà di utilizzare alcuni spazi (come il grande campo da calcio)». 
 
Tra le richieste delle giovani famiglie, un uso più flessibile della sala sociale (ora affidata a una cooperativa per il doposcuola) e l’avvio di un’associazione per intercettare bisogni e esigenze di una comunità in crescita e alla ricerca di nuove dimensioni sociali e culturali.

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