Ragioneria tagliata al Curie per Rossi «falso problema»

«Quello del Marie Curie è un problema che non c’è. Anzi, un falso problema»

«Quello del Marie Curie è un problema che non c’è. Anzi, un falso problema» dice secco il governatore Ugo Rossi che interviene dopo giorni e giorni di proteste, raccolte di firme e «sgambetti» di suoi stessi compagni di partito o di maggioranza (Kaswalder, Bottamedi, Passamani).

In attesa che lunedì prossimo, alle 15, si svolga l’incontro richiesto in modo urgente e formale tra Comune di Pergine, Comunità Alta Valsugana e Bersntol, dunque, il presidente della giunta provinciale e assessore all'Istruzione interviene sulla cancellazione graduale - a partire dal 2016/2017- dell’indirizzo tecnico e tecnologico dell’istituto «Marie Curie» di Pergine.

Spiega Rossi che è un problema di spazi: «La scuola di Pergine ha problemi di spazi: a fronte di 40 aule disponibili, l’offerta formativa, se non si fa qualcosa, determina un fabbisogno di 52 aule. La soluzione individuata dalla Giunta con il trasferimento di un percorso, rende compatibili spazi e offerta. Vi è da considerare che nell’ultimo quinquennio l’Istituto Marie Curiè, partendo da 652 studenti, ampliando l’offerta formativa liceale, è giunto a 1.047 studenti. Quindi è saturo».

Cioè, si taglia un corso di successo in una scuola che attrae studenti? «Il biennio economico è l’unico percorso dell’istituto che nell’anno 2015/16 a Pergine ha una sola classe prima. Tutti gli altri percorsi ne hanno almeno due» spiega il presidente e assessore all’istruzione: «Si sta registrando una crisi generalizzata dell’istituto tecnico economico: la riduzione degli iscritti su Pergine non è isolata, in Trentino quest’anno sono state attivate 33 classi prime a fronte di 40 dell’anno precedente». Anche il Curie soffre, secondo Rossi: «Nell’anno scolastico 2012/13 al Curie la ragioneria disponeva di due sezioni al primo anno, che si sono confermate nell’anno scolastico 2013/14, così come nell’anno 2014/15 seppur con un calo (da 50 a 38 ragazzi). Mentre nell’anno scolastico in corso si registra una sola sezione con 26 ragazzi».


Per Rossi, non è vero nemmeno che spostando il corso ci saranno trasferte più lunghe: «I 26 studenti della classe prima sono residenti 9 a Pergine, 2 a Fornace, 1 a Fierozzo, 1 a Telve, 3 a Baselga di Pinè, 5 a Levico/Caldonazzo, 1 a Ivano Fracena, 1 a Albiano, 1 a Sant’Orsola, 2 a Villa Agnedo. Quindi su 26 studenti, 9 risiedono da Levico in giù». Non solo: molti da Pergine vanno già a Trento, «Gli studenti della zona Pergine e limitrofi iscritti a Trento alla classe prima del biennio economico sono 20 (l’anno precedente 10). Già oggi e da tempo - dice l’assessore - i perginesi mandano molti più ragazzi a ragioneria a Trento, anziché al Marie Curie. Oggi i perginesi che hanno scelto di frequentare ragioneria sono 20 a Trento e 9 a Pergine». E allora, cosa succederà dall’anno scolastico 2016-17? «Non vedo il problema, poiché tutti coloro che stanno frequentando ragioneria al Marie Curie finiranno lì, il loro percorso. Potranno portare a termine gli studi».

Ma non ci sono alternative per risolvere il problema degli spazi? «Eventualmente si poteva trasferire il percorso tecnico tecnologico, che però ha tre classi prime quest’anno, oppure scienze umane che ha tre classi prime, oppure lo scientifico che ha due prime o il linguistico che ha due prime. In tutti questi casi si tratta di percorsi con numeri più alti rispetto a ragioneria».

Infine Rossi riepiloga: dal 2016/17 chi sceglierà di frequentare il percorso ragioneria potrà scegliere tra Levico (biennio uguale per tutti e triennio indirizzo Turistico); Borgo Valsugana (biennio uguale per tutti e triennio indirizzo economico con 2 percorsi, amministrazione finanza marketing/relazioni  internazionali per il marketing) o Trento (biennio uguale per tutti, triennio indirizzo economico con 4 percorsi: amministrazione o finanza marketing/ turismo o relazioni internazionali per il marketing o sistemi informativi aziendali).

Non è d'accordo comunque il sindaco Roberto Oss Emer: «Ho avuto un incontro con il presidente Rossi lo scorso 13 ottobre sul tema dell’offerta formativa (metodo Montessori) - spiega in una nota - erano presenti anche il sindaco di Levico Michele Sartori e di Borgo Fabio Dalledonne con i rispettivi assessori all’istruzione. Rossi ha “snocciolato” alcuni numeri, individuando un polo tecnologico a Borgo (eliminando il liceo), un polo alberghiero, turistico e marketing a Levico ed un polo umanistico a Pergine, ma nulla lasciava presagire una decisione drastica e repentina per gli indirizzi del Marie Curie».

Già in quella sede il sindaco Oss Emer aveva evidenziato come eliminare «geometri» e «ragionieri» sarebbe stata una grave perdita per l’istituto di Pergine: «Oggi negli indirizzi tecnici (geometri e ragionieri) del Marie Curie gli alunni sono 50 sul biennio economico e 113 sui trienni, 74 sul biennio tecnologico e 210 nei trienni per un totale di 447 alunni - tiene a precisare Oss Emer - con questa modifica l’istituto rischia di perdere oltre 440 studenti, guadagnandone circa 30 in arrivo dal liceo di Borgo. La decisione della Provincia andava meglio condivisa e ponderata, l’amministrazione di Pergine su tali scelte non è mai stata coinvolta».

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