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CLES. L’ultima telefonata, sabato sera, è stata alla sorella con la quale aveva un legame strettissimo. Eppure nemmeno a lei Veronica ha mandato nessun segnale del suo forte malessere e men che meno delle sue intenzioni. Una telefonata di quasi mezz’ora che è avvenuta alle 22 e 30. Poco più di due ore dopo Veronica con il suo bambino era sul ponte di Mostizzolo, in val di Non, e aveva già scritto il biglietto - che è stato trovato nella sua auto dai carabinieri - nel quale spiegava le ragioni del suo gesto.
Durante la telefonata, dunque, nessun accenno a quello che probabilmente stava già meditando. Nessun esplicito riferimento alla sofferenza che aveva dentro e che evidentemente da settimana la stava consumando. Le due sorelle hanno parlato di una possibile gita che ieri, domenica 21 maggio, avrebbero voluto fare insieme sul Garda.
Ieri, quando la notizia ha sconvolto questa famiglia davvero unita, la sorella non ha potuto non ricordare che Veronica, quando lei le aveva proposto di acquistare i biglietti del battello, aveva tergiversato. Le aveva detto che avrebbero deciso domenica mattina. Ovviamente in quel momento il rimandare era legato al tempo incerto di questi giorni che avrebbe potuto rendere meno piacevole la gita. Nessuno poteva immaginare che lei pensava già che l’indomani non ci sarebbe stata più.
All’immenso dolore per quanto accaduto, per la perdita di una figlia e di una sorella, nonché di un amatissimo nipote, ai familiari rimane anche lo sconcerto per l’imprevedibilità di quel gesto.


