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CAVARENO. La storia travagliata del Royal Hotel Paolino di Cavareno continua. Torna infatti all'asta l'albergo 3 stelle di proprietà della Multi Hotel srl di Verona dagli anni Duemila, dopo esser passato per sette vendite fallimentari andate deserte e un primo acquisto da parte della Dedalo srl di Ascoli Piceno.
Anzi, all'asta la struttura ricettiva è già tornata ma il primo tentativo di vendita esecutiva - risalente al 9 giugno scorso - è andato deserto. Un milione e 900mila euro, chiedeva la procedura, ma nessuno si è presentato a fare un'offerta simile per un immobile che risale a 60 anni fa, che male non è messo ma che ha sicuramente bisogno di tanti tanti lavori per mantenere la sua classificazione.
Il Paolino, una storia travagliata, dicevamo: e così infatti è, dagli articoli che riaffiorano dall'archivio pluridecennale dell'Adige. Costruito nel 1965-1966, allora era ritenuto la «perla» dell'Alta Valle di Non, una struttura all'epoca all'avanguardia.
Tra aperture e chiusure, grandi speranze si erano accese quando, a fine anni '80, il complesso era stato acquistato da Gian Mauro Borsano, all'epoca presidente del Torino calcio: ma si era trattato di una meteora. Dopo una ristrutturazione con ampliamento tra il 1990 e il 1993, la gestione a cui era affidato aveva fatto precipitare tutto, tanto da giungere al fallimento, ad annate senza certezze, e a una nuova chiusura.
Poi un'altra asta, l'arrivo della società Dedalo srl di Ascoli Piceno nel 1999, una chiusura momentanea per violazione di norme igienico sanitarie nel 2005, quindi la successiva vendita alla Multi Hotel srl di Verona nel 2009. Nel 2021, la struttura insieme al vicino garni Il Pirata (della stessa società) era incappato anche in controlli della Polizia locale che avevano portato all'elevazione di un verbale e alla decadenza della Scia per "Il Pirata".
Cosa sia successo poi, sta nelle carte della procedura esecutiva immobiliare 38 del 2022, che ha portato al pignoramento nel febbraio 2023 e alla fissazione della vendita nel 2024.
L'hotel a 5 piani, con 46 stanze tra il primo e il terzo piano più superfici accessorie, piscina, parco, parcheggio da 40 posti auto e una posizione davvero bella andrà quindi nuovamente all'asta il 20 ottobre con un prezzo base di 1.429.000 euro, ma un'offerta minima di appena 1.071.750 euro e rilanci minimi di 10mila euro.
Per rendere l'idea dei valori in campo, va detto che la p.ed. 316 (l'edificio) ha una superficie commerciale di 7.960 metri quadrati, mentre il terreno a bosco che ne costituisce pertinenza (la p.f. 1077/15) misura 1.500 mq.
La proprietà - la Multi Hotel srl "di Verona" - in realtà da qualche anno ha sede legale a Tortolì (Nuoro, Sardegna) e oltre a quella di Cavareno ha un'altra unità locale a Martinsicuro (Teramo, Abruzzo). Il capitale sociale di 100mila euro è diviso tra Olga Savina (89%) e Antonietta Giuliano (11%), che risulta essere amministratrice unica della società.
L'ultimo bilancio depositato, relativo al 2024, riportava un fatturato di 227.730 euro, un utile di 28.697 euro, un patrimonio netto di 272.614 euro ma anche debiti esigibili entro l'anno successivo di 970.000 euro, in aumento.
L'hotel attende quindi qualcuno che lo compri e che lo rilanci seriamente: i tempi sono quelli giusti, l'Alta Val di Non è un'area turisticamente sempre più apprezzata. Basta vedere quanto hanno investito a Rumo i proprietari dell'hotel Cavallino, per farlo diventare un 4 stelle, come scritto giovedì su questa pagina.


