VALLI DEL NOCE. Il fenomeno della droga preoccupa anche chi vive e amministra il territorio. Dopo l’operazione che ha portato all’arresto di quattro giovani solandri, il tema dello spaccio di sostanze stupefacenti torna al centro dell’attenzione in Val di Non e Val di Sole, dove amministratori e operatori sociali segnalano una situazione sempre più presente.

«Purtroppo è una situazione di cui siamo a conoscenza e che preoccupa un po’ tutti gli amministratori nei diversi Comuni, anche perché negli ultimi anni si è fatta sentire sempre di più» conferma Martin Slaifer Ziller, presidente della Comunità della Val di Non. «Vogliamo ringraziare le forze dell’ordine, che anche stavolta hanno dimostrato prontezza e capacità. È un lavoro spesso invisibile, ma fondamentale per i nostri territori».

L’attenzione riguarda anche i più giovani. «Ci viene riportato che il problema può emergere già alla fine delle scuole medie - aggiunge Slaifer Ziller -. Negli adolescenti si parla inizialmente di sostanze leggere, che possono diventare più pesanti con il passare degli anni. È un tema su cui l’attenzione è elevata». Le istituzioni puntano soprattutto su informazione, prevenzione e sostegno a chi manifesta situazioni di disagio.

Una realtà simile viene descritta anche per la Val di Sole da Michele Bezzi, referente Appm e conoscitore del mondo giovanile locale. «Non è una novità, e parliamo anche di droghe pesanti come cocaina, eroina e acidi. Tra le cause c’è anche la vocazione turistica della valle: il turismo aumenta il traffico di sostanze, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso, in inverno ma anche in estate, in località come Tonale, Folgarida e Peio».

Secondo Bezzi, però, sul territorio non mancano realtà impegnate a creare alternative positive per i ragazzi. «Ci sono servizi che offrono contesti sani dagli 11 anni in su e che rappresentano anche punti di osservazione importanti per intercettare disagio e devianza». Resta però una fascia di giovani che frequenta luoghi meno controllati, dove il rischio di entrare in contatto con sostanze è maggiore.

Tra le cause del consumo, spiega ancora Bezzi, ci sono anche i modelli diffusi sui social e la ricerca di una maggiore sicurezza di sé attraverso l’alterazione della propria immagine. «Non va dimenticato inoltre il ruolo dell’alcol, che insieme alle droghe leggere come hashish e marijuana resta tra i fenomeni più diffusi tra i giovani. La prevenzione è la carta vincente: offrire alternative sane significa ridurre anche il peso sui sistemi di cura».