TRENTO. È stato completato a Predaia, in Val di Non, il data center sotterraneo Intacture, infrastruttura tecnologica realizzata all’interno delle gallerie della cava Tera a cento metri di profondità. Un progetto da oltre 50 milioni di euro che punta a diventare un punto di riferimento nazionale per ricerca, innovazione e sviluppo dell’intelligenza artificiale.
 

Durante la sua visita istituzionale, il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Achille Spinelli ha sottolineato il valore strategico dell’opera: “Siamo giunti alla fine delle opere fondamentali per la partenza di questa infrastruttura, un momento di particolare soddisfazione per tutto il sistema”. L’iniziativa è guidata dall’Università di Trento con il coinvolgimento di partner pubblici e privati e la collaborazione della Fondazione Bruno Kessler.
 

Apprezzamento anche da parte del presidente del consorzio interuniversitario CINECA, Francesco Ubertini, che ha evidenziato l’unicità del progetto e le sue potenzialità: “Un ambiente con caratteristiche ideali per un data center sostenibile, con enormi prospettive di sviluppo”. Il sistema, scalabile fino a 6 megawatt, è già operativo in fase iniziale con una potenza di 800 kilowatt.
 

Realizzato in meno di due anni e mezzo, il data center sfrutta le condizioni naturali della roccia dolomitica per garantire temperatura costante e assenza di umidità, eliminando la necessità di raffreddamento meccanico intensivo. Alimentato da energia rinnovabile, principalmente idroelettrica, rappresenta un modello avanzato di sostenibilità e innovazione, destinato anche ad attività formative e divulgative nei prossimi mesi.