NANNO. «La speranza c'è sempre. Anche se lo hanno e lo abbiamo cercato ovunque, senza trovare tracce. Ci facciamo coraggio, proviamo ad andare avanti». La speranza resta, ma fatica a farsi largo, in mezzo alla rassegnazione che cresce, giorno dopo giorno. Ne sono passati tanti, un mese ieri – 11 settembre – , da quando padre Flavio Paoli ha dato per l'ultima volta notizie di sé. Sperano ancora i familiari, come ha spiegato uno dei fratelli, Gino.

Sperano ancora i soccorritori, con vigili del fuoco volontari, operatori del Soccorso alpino e militari dell'Arma che tuttora proseguono nelle ricerche. Con pochi uomini, ma comunque quotidianamente.

«Li ringraziamo - aggiunge Gino - per questo sforzo nel quale noi parenti stessi cerchiamo di affiancarli. Stiamo anche noi continuando a cercare Flavio, anche se è sempre più difficile anche solo capire dove poter andare a controllare, dato che davvero è stato cercato ovunque».

Il religioso, che era rientrato dal Burkina Faso per un breve soggiorno in Val di Non dai propri cari prima di ripartire, atteso in Nigeria, era scomparso lo scorso 11 agosto, quando non aveva fatto rientro da una passeggiata nei boschi attorno a Nanno. Era atteso da un conoscente per un appuntamento al quale stava tardando e al telefono spiegò di non sapere dove si trovasse, prima che si esaurissero le batterie del cellulare.

Nei giorni successivi, partendo dal punto in cui il telefono era stato segnalato l'ultima volta dalle celle per le telecomunicazioni mobili ed allargando poi il raggio dell'area battuta, oltre un migliaio di persone avevano perlustrato più di 900 ettari di territorio anche grazie all'ausilio di elicotteri, cani molecolari e droni. Ma ogni sforzo non aveva dato esito.

Le ricerche erano comunque proseguite anche nei giorni successivi e stanno proseguendo tuttora, nella speranza di trovare un qualche segno, un elemento, un appiglio per poter individuare il religioso o comunque comprendere che cosa ne sia stato di lui.

Se da un lato gli operatori stanno continuando nel loro lavoro, la Chiesa - trentina e non - sta continuando a spendersi nella preghiera per padre Flavio: il 26 agosto scorso l'arcivescovo Lauro Tisi aveva presieduto una messa in suffragio di padre Flavio, che aveva voluto essere un momento di preghiera per le sorti del religioso e di solidarietà alla famiglia e a tutte le persone che si stavano spendendo nelle ricerche.

«Sentiamo tuttora, quotidianamente, la vicinanza delle nostre comunità qui in Val di Non e della comunità della Chiesa trentina», ha spiegato con gratitudine Gino Paoli: «Noi familiari cerchiamo di farci coraggio, proviamo ad andare avanti perché la vita continua e non possiamo fermarci, ma certo l'assenza di nostro fratello Flavio è un peso con cui facciamo i conti tutti i giorni».