BIRMINGHAM. «Mi sono davvero divertita anche se il recupero dai 5000 metri non è stato tanto. Rispetto ai 5000 metri le altre hanno provato a fare qualcosa e questo mi ha esaltato ancor più. Sapevo che lo sviluppo più probabile della gara sarebbe stato questo, ma ero comunque pronta a fare un paio di azioni prima del finale. Ma non ce n'è stato bisogno perché Keith e Van Lent mi hanno anticipata. Ed allora sono rimasta lì in attesa, per poi partire». E per le altre, non c'è stata storia, troppa la superiorità.

«A volte non mi rendo davvero conto del mio livello. Forse dovrei essere meno accondiscendente e dovrei crederci ancor più e osare. L'anno scorso a Tokyo hanno provato a mettermi in difficoltà e ho iniziato a capire il mio valore. Soprattutto nei 10.000 metri serve pazienza, serve saper aspettare il momento giusto. Ho atteso, ed è stata una bella gara».

Imprendibile, stordente, incontrastabile: Nadia Battocletti è ancora regina, tanto da doversi districare tra troppe corone. Ma una, la più appariscente, è per papà Giuliano.

«Me l'hanno mostrata stamattina (ieri, ndr) e ho subito detto che non l'avrei indossata allo stadio. Ed allora abbiamo deciso di dedicarla a papà Giuliano, che si è fatto di corsa metà pista per raggiungermi al traguardo. Se la merita, davvero. Se sono a questo livello è merito anche suo, oltre che di tutto lo staff che mi segue. È lui che si occupa di tutte le questioni, mi capisce all'istante, spesso basta uno sguardo. È una fortuna averlo al mio fianco, come tutto il team: Paolo Ruatti, Elisabetta Borgia, Gianluca Caretta, Fabio Diana, Pierluigi Fiorella, Marcello Magnani».

Trova sempre una parola giusta per tutti, Nadia Battocletti. Un modo in più per farsi amare, quasi non bastasse quello che sa fare in pista. Regina in gara, regina fuori, regina per tutti, dai grandi ai più piccoli.

«L'affetto delle persone mi fa tanto piacere. Dai bambini agli anziani mi raccontano le loro emozioni, mi dicono di trovare la forza per superare i loro problemi della vita. Ma non si rendono conto che proprio da queste parole trovo io la forza per crescere sempre più».

Si emoziona Nadia. «Mamma Jawhara mi ha sempre insegnato ad essere empatica, a fare del bene e a pensare agli altri. Perché la tua vita migliora se sei circondata da persone felici, che stanno bene, che ti comprendono. È bello essere circondata da persone felici ed è quello che sto cercando di fare. E proprio per questo voglio salutare tutta Cavarenoche mi sta guardando in piazza. Ringrazio loro per la passione e l'affetto, tutto il mio staff per avermi coccolata in queste ultime settimane, le Fiamme Azzurre che mi sono sempre vicine, la mia famiglia, il mio fidanzato Gianluca e la sua, di famiglia. Sono proprio fortunata».

Ancora una doppietta, per Nadia Battocletti. Ancora un oro che finisce nella sua bacheca, in attesa di inseguire la tripletta sui campi degli EuroCross a dicembre. Ma prima ci sarà spazio per tre ulteriori sfide autunnali, tra 1500, 3000 e 5000 metri e poi di prendersi le meritate vacanze, perché tra una cosa e l'altra Nadia non tira il fiato da fine 2024, in attesa di completare la tesi di laurea in ingegneria civile, tra dicembre e marzo.