VALLI DI PEIO E RABBI. Almeno 14 specie di pipistrelli nel settore trentino del Parco nazionale dello Stelvio, ovvero in val di Peio e val di Rabbi. È quanto emerso dalla terza indagine che il Parco ha effettuato lo scorso anno, in estate, dopo quelle del 2011 e 2014, per comprendere meglio quali pipistrelli popolano l'area protetta e per poterli meglio tutelare.

Premesso che il monitoraggio proseguirà anche quest'anno, grazie alle indagini precedenti si è scoperto che nella parte trentina del Parco vivono appunto almeno 14 specie di pipistrelli. Scrive il Parco sulla sua pagina Facebook dove ha reso noti i risultati delle ricerche: «Si tratta di un risultato molto soddisfacente.

La specie più comune è il pipistrello nano, fra i pipistrelli più frequenti si ricordano inoltre il serotino comune, il serotino di Nilsson, la nottola comune, la nottola di Leisler, il vespertilio di Natterer, il vespertilio di Daubenton e l'orecchione alpino. La presenza più rara è quella del barbastello rinvenuto solo in pochi siti. Questa specie legata alle foreste è inserita nell'Allegato II della Direttiva Habitat (92/43/CEE) e per questo di particolare interesse conservazionistico».

L'indagine 2025 è stata condotta in estate, su percorsi prestabiliti e collocando dei "bat detector" nelle due valli del Parco, dispositivo che permette di registrare le emissioni ultrasoniche dei pipistrelli con successiva analisi dei sonogrammi, ovvero rappresentazioni grafiche del suono nel tempo. In seguito le specie possono essere riconosciute grazie alla misurazione di specifici segnali registrarti in precedenza, quando invece non è possibile una chiara identificazione ci si ferma al livello di genere.

Per dare corso ad azioni pensate per la conservazione, lo studio prosegue anche nel 2026 con la raccolta dei dati. Il Parco è interessato ai pipistrelli anche grazie ad un progetto, inserito nei numerosi progetti di ricerca e conservazione, denominato "Citizen Science Chirotteri" (chirotteri è il nome scientifico dei pipistrelli).

Insieme all'Università degli Studi dell'Insubria il Parco è attento ai cambiamenti climatici che minacciano di far perdere gli habitat a questi animali, che potrebbero non trovare più rifugi. Per questo tutti possono partecipare segnalando sulla pagina del progetto (sul sito del parco,  sezione conoscere il Parco, progetti di ricerca e conservazione quindi cliccando sul titolo del progetto) la presenza di pipistrelli e dei loro rifugi in vari modi.

La più facile è il modulo online dove viene richiesto il luogo dell'avvistamento e il tipo di rifugio (grotta, edificio, albero, miniera o altro) e dove si possono inserire anche immagini, aiutando così nella conservazione dei chirotteri. Inoltre dalla pagina del progetto si può scaricare gratuitamente "Rino, il pipistrello alpino" un fumetto per imparare a conoscere i pipistrelli.