VAL DI NON. L'idea nasce, come racconta l'autrice Renata Ramponi de Concini, di Denno, «dal desiderio autentico di portare aiuto e gioia a bambini, ragazzi e alle loro famiglie». Un progetto che unisce solidarietà e fantasia e che ha preso forma nel libro Filastrocche per Eva e per tutti i bambini, illustrato da Anna Pintarelli e pubblicato da Edizioni Centro Studi Erickson di Trento.

L'iniziativa è stata resa possibile grazie al sostegno del Fondo Comune delle Casse Rurali Trentine, con l'interessamento del presidente Silvio Mucchi, alla guida anche della Cassa Rurale Val di Non-Rotaliana e Giovo, che ha creduto fin dall'inizio nel progetto.

La raccolta fondi collegata alla pubblicazione servirà ad acquistare apparecchiature per la cura e l'assistenza di bambini, ragazzi e adulti affetti da malattie neuromuscolari, tra cui Sma (Atrofia Muscolare Spinale), Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica) e distrofie muscolari. I pazienti vengono seguiti con percorsi altamente specializzati dal personale del Centro NeMo di Pergine, gestito da Fondazione Serena in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e l'Asuit.

«La pubblicazione, pensata anche per i piccoli lettori, raccoglie brevi filastrocche dedicate al mondo degli animali - spiega Renata Ramponi de Concini -. Come sostengono Gianni Rodari e Paolo Menconi, le filastrocche alimentano la fantasia attraverso il gioco delle parole, ma hanno anche un importante valore educativo e didattico». Ogni testo è accompagnato da illustrazioni originali realizzate da Anna Pintarelli.

Il libro può essere richiesto al Centro Clinico NeMo di Pergine, nelle biblioteche comunali delle Valli del Noce e in numerosi altri centri del Trentino, a fronte di una libera donazione. Le locandine presenti nelle sedi aderenti riportano le coordinate bancarie e il QR Code per effettuare il contributo; una volta eseguito il versamento sarà sufficiente presentare la ricevuta per ritirare la pubblicazione.

«Un ringraziamento da tutti i pazienti e da tutte le persone che hanno collaborato al progetto - conclude Renata Ramponi de Concini -. La donazione aiuta concretamente chi ne beneficia, ma rappresenta anche un gesto di sensibilità e vicinanza verso chi affronta ogni giorno un percorso di fragilità».