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Da mesi gli studenti pregustavano quegli otto giorni in Marocco, alla scoperta dell'Alto Atlante e della cultura locale. Peccato che la gita sia finita con mal di pancia e violenti attacchi di dissenteria e vomito per una quarantina dei 51 membri del gruppo (inclusi docenti e geologi del Muse). Un ragazzo è stato persino ricoverato in ospedale, dove è stato reidratato dai sanitari del posto. Protagonisti della vicenda da incubo, gli studenti del liceo Russell di Cles, e nello specifico due quinte dello scientifico e nove iscritti al corso di scienze umane.
I ragazzi sono tutti rientrati in Italia a metà della scorsa settimana, ma alcuni di loro ieri erano ancora assenti da scuola per via dei postumi del virus che li ha colpiti uno alla volta. Costretto a rimanere a casa anche il docente che ha ideato e coordinato il progetto, Claudio Chini. «L'ipotesi di un'intossicazione alimentare è stata esclusa dai medici trentini con cui siamo rimasti in stretto contatto» riferisce la professoressa Lavinia Pinamonti, che faceva parte del gruppo di insegnanti accompagnatori. È probabile dunque che all'origine dei disturbi che hanno segnato l'esperienza in Nord Africa ci sia un semplice virus di stagione che si è stato trasmesso alla comitiva durante il viaggio di partenza in aereo e pullman, e i cui sintomi sono stati amplificati dal caldo. «Fortunatamente nessuno ha dovuto rinunciare alle tappe geologiche e tutti i nostri ragazzi hanno provato l'esperienza di trascorrere una notte nel deserto - spiega la professoressa Pinamonti -. Nei cinque anni precedenti in cui questo progetto è stato proposto alle classi quinte, non era mai accaduto nulla di grave, anche perché abbiamo sempre adottato ogni accorgimento. Abbiamo sempre mangiato carne e verdure ben cotte e bevuto solo acqua in bottiglia».
Il villaggio dove hanno soggiornato i ragazzi del Russell è Hassilabied, che fa parte del Comune di Merzouga. Nei giorni di permanenza, le guide locali hanno accompagnato la comitiva nel deserto alla ricerca di minerali e di fossili del paleozoico, dai trilobiti ai cefalopodi e alle ammoniti. E si sono spinti fino a dove le rocce si disgregano e diventano sabbia. Non sono mancate nemmeno le occasioni di incontro con i giovani del villaggio, sia a scuola che nei momenti di svago e con le donne, con le quali un piccolo gruppo di studentesse ha trascorso un'intera giornata, accompagnandole al mercato, preparando il pane e decorandosi la pelle con l'hennè. Ricca di significato è stata la condivisione del rito del tè.
«L'aspetto che ha maggiormente interessato i nostri ragazzi è stata certamente la conoscenza dell'altro, anche grazie a momenti di divertimento e di scambio, con il dono di indumenti sportivi e scarpe da calcio ai più piccoli» spiega la docente. La preparazione alla gita è durata circa un anno, anche per via della realizzazione di attività che hanno consentito agli studenti di auto-finanziarsi in parte il viaggio di istruzione. Come? Attraverso la vendita di prodotti alimentari durante l'intervallo, la partecipazione alla fiera di maggio dove erano presenti con uno stand e la collaborazione con le società sportive della valle nel corso dell'estate.


