CELLEDIZZO. Tragedia ieri mattina, 31 ottobre, nei boschi di Celledizzo, in Val di Sole, dove un giovane cacciatore è morto colpito da una fucilata. Massimiliano Lucietti, 24 anni, era uscito molto presto per una battuta di caccia che gli è costata la vita. A trovare il corpo del ragazzo poco dopo le 7.30 è stato un altro cacciatore che ha subito dato l'allarme. Per Massimiliano però non c'era più nulla da fare, una fucilata lo aveva centrato alla parte destra del volto.

La magistratura ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo. Gli inquirenti dovranno stabilire se il colpo sia accidentalmente partito dal fucile del ragazzo o se sia stato sparato da un altro cacciatore. La notizia della morte di Lucietti ha sconvolto la valle. «Era il nostro gigante buono» raccontano gli amici.


Quando accade una simile tragedia in una piccola comunità di montagna è come se ogni famiglia venisse colpita. Qui tutti si conoscono, la vita quotidiana è fatta di gesti semplici, dal saluto all'aiuto reciproco in caso di bisogno. E questo è quanto faceva Massimiliano, spirito altruistico appreso dalla famiglia, dal padre Roberto, operaio del parco dello Stelvio da poco pensionato, fisico possente da tutti conosciuto come il gigante buono, dalla madre Mirta, operatrice sanitaria in casa di riposo, che unitamente al fratello diciottenne Mattia, rappresentano una famiglia unita e ben voluta che nel giro di un attimo si trova a confrontarsi con una tragedia devastante.

Anche tra i colleghi di lavoro della Fucine Film, l'azienda di Ossana presso la quale Massimiliano lavorava nel reparto di produzione, la tragica notizia è arrivata come un macigno destando sconforto per la perdita di un giovane serio ed impegnato. 

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